Copertina di Rush Power Windows
rasna

• Voto:

Per appassionati di rock progressivo, fan dei rush, amanti della musica anni '80 e chi cerca album ricchi di testi profondi e arrangiamenti sofisticati
 Dividi con...

LA RECENSIONE

"Pazzamente iper prodotto", così venne definito da Neil Peart, batterista, percussionista e paroliere del power trio canadese Rush, l'undicesimo lavoro intitolato Power Windows. Questo studio album, viene collocato nella terza fase (1982-1988) dell'evoluzione musicale che ha avuto inizio nel 1974, quando questi tre "geniacci" esordirono con l'album omonimo intitolato Rush per l'appunto. Power Windows è caratterizzato, più di qualsiasi altro loro lavoro, da un uso massiccio dei sint e delle tastiere elettriche a discapito degli ottimi riff e assoli della chitarra dell'eclettico Alex Lifeson. Infatti qui la chitarra svolge una funzione più che altro di accompagamento alle tastiere di Geddy Lee (cantante, bassista e tastierista), senza però tralasciare momenti di pathos, soprattutto nello splendido assolo nella parte centrale di "Marathon" la mia preferita dell'album. In "Mistic Rhythms, gli strumenti sono amalgamati in modo perfetto, come del resto in tutto l'album, chitarra, basso e percussioni si fanno ascoltare individualmente molto chiaramente, ma allo stesso tempo si sposano perfettamente insieme, creando un sound corposo e compatto, dalla forte matrice progressiva (marchio inconfondibile del trio di Toronto). Secondo il mio punto di vista, il brano meno convincente è "Grand Designs molto tastieristico più vicino alla new wave in gran voga negli anni 80, "Territories" è un brano molto particolare caratterizzato da una ritmica molto sincopata, opera inconfondibile di Peart uno dei più grandi batteristi in ambito rock ma non solo....Gli storici acuti vocali di Geddy qui sono più ammorbiditi rendendo la sua voce più "accessibile" anche all'orecchio più esigente. il tema principale dei testi di Power Windows è il potere, esercitato da scienziati in canzoni come "Manhattan Project", molto bello il testo che fa riferimento agli scenziati del progetto Manhattan appunto, che stavano sviluppando la bomba atomica con i risultati catastrofici che si riscontreranno alla fine della seconda guerra mondiale e il potere esercitato dalle grandi multi nazionali "The Big Money. Altra perla è "Emotion Detector testo particolare, che descrive un viaggio in bicicletta in cina di Peart, dove descrive le varie situazioni umane e sociali di quei luoghi lontani,visti in sella di una bicicletta fantasticandoci sopra.Per concludere Power Windows è sicuramente un gran bell'album, non un capolavoro ma molto bello e diverso anche in un confronto diretto con Signals il suo predecessore. L'evoluzione musicale di questo fantastico trio continua soprattutto negli anni 80, che io considero il loro periodo d'oro, ben lontano dall' hard rock progressivo degli anni 70 ma sempre caratterizzato da ottima musica.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Power Windows di Rush è un album emblematico della loro fase anni '80, caratterizzato da un massiccio uso di sintetizzatori. Il lavoro unisce arrangiamenti ricchi e testi profondi sul tema del potere, con esecuzioni strumentali nitide e movimentate. Pur non essendo un capolavoro, l'album conferma l'evoluzione del trio canadese verso un sound più moderno e articolato.

Tracce testi video

02   Grand Designs (05:06)

03   Manhattan Project (05:07)

Leggi il testo

06   Middletown Dreams (05:15)

07   Emotion Detector (05:11)

Leggi il testo

Rush

I Rush sono un trio canadese di rock progressivo e hard rock, fondato a Toronto nel 1968 da Alex Lifeson, Geddy Lee e, dal 1974, Neil Peart. Noti per le loro doti tecniche, la sperimentazione di generi e le lunghe suite, hanno avuto una carriera di cinque decenni segnando profondamente la musica rock con dischi come '2112', 'Hemispheres', 'Moving Pictures'. Hanno affrontato svolte stylistiche dal prog epico dei '70, alle sonorità sintetiche degli '80 fino al rock più diretto degli ultimi album.
46 Recensioni

Altre recensioni

Di  vellutogrigio

 Forse il miglior modo per avvicinarsi all’album è quello di ignorare che si tratti di un lavoro dei Rush, cercando di coglierne le qualità intrinseche a prescindere dalle etichette.

 La conclusione dell’album è affidata, invece, ad un vero capolavoro... Mystic Rhythms: una canzone commovente che cerca di spiegare il mistero della musica.


Di  splinter

 Non è per niente facile creare un disco sicuramente orecchiabile come questo senza compromettere il gusto per le cose fatte bene e ben curate.

 I Rush ci hanno sempre abituato a rinnovarsi continuamente senza mai sbagliare il colpo.