Rusty Brass - Incisioni barbariche (autoproduzione)

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Basterebbe ascoltare Longoparty, il brano che apre questo bellissimo disco d’esordio, che di fatto è una sorta di manifesto programmatico da applicare alle “incisioni barbariche” per mettere Rusty Brass tra i vostri favoriti nelle playlist spotify o altro negozio digitale. Longoparty parte in sordina. E’ come la quiete prima della tempesta… Una breve intro con la tromba e poi parte la banda con ritmica dritta. La big band (3 trombe, 2 tromboni, bassotuba e basso elettrico, batteria e percussioni) ondeggia a mille all’ora tra jazz e ska, con samples di voci strillanti che fanno debordare il longoparty sul funk. Poi segue un passaggio da big band strepitoso e repentino ritorno al giro e alla ritmica indiavolata dell’inizio. Ne abbiamo abbastanza? No, perché Rusty Brass si infilano in un bridge con fraseggio tra i vari fiati in cui incrociano assoli. Un mosaico di assoli perfetti supportati da ritmiche che nel frattempo, pur sempre indiavolati, sono cambiati in qualcosa che sembra un mix tra samba e latin beats. Ecco. Questo è solo l’inizio. Gli altri brani di questo bellissimo esordio, sia pur magari seguendo coordinate ritmiche differenti (in levare) o inserti vari (il rap di Iron Rage) sono tutti così. Un caotico e perfetto party da impazzire.

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