L’album di esordio di quella che può essere definita la più grande cantautrice di ogni tempo fu dato alle stampe nel 1971. Quell’anno il gruppo che la rese celebre, i Fairport Convention, arrancava con Angel Delight per poi riprendersi in parte con il concept Babbacombe Lee. Il declino dei Fairport in quegli anni non fu casuale; venne sancito, infatti, prima dalla fuoriuscita della Denny stessa e, poi, da quella di Richard Thompson che, dopo lo splendido Full House, andò ad impreziosire con i suoi ricami chitarristici questo The North Star Grassman and the Ravens.
L’album è composto principalmente da ballate eteree e molto introspettive scritte dalla Denny; escono da questo canovaccio la bella rilettura di “Down in the Flood” di Bob Dylan, la marziale “John the Gun” e la leggera e volutamente sciatta “Let’s Jump the Broomstick”. Ma sono proprio le splendide ballate a dominare l’album: Late November è senza dubbio uno dei brani più belli mai scritti dalla Denny, ricco di un sublime pathos solo in parte smorzato dagli arrangiamenti; per apprezzare appieno la bellezza consiglio l’ascolto delle versioni acustiche registrate per la BBC. “Blackwaterside” è un traditional ben riarrangiato, brano di grande suggestione forse superiore alla pur splendida versione di Bert Jansch, che poi sarà plagiata dai Led Zeppelin nel loro esordio con “Black Mountain Side”. Molto bella nel suo incedere cadenzato anche la malinconica Title track “The North Star Grassman and the Ravens” così come “The Sea Captain”, delicata ed introspettiva, “Next Time Aroud”, suggestiva e spettrale, e “Wretched Wilbur” impreziosita da begli arrangiamenti d’archi. Chiude l’album la bella “Crazy Lady Blues” la cui vera qualità può ancora una volta essere apprezzata nelle scarne e magnifiche versioni della BBC. Se una critica deve essere mossa al disco, bisogna sottolineare come alcuni brani appaiano leggermente sovrarrangiati (circostanza ribadita dalle bonus track dell’edizione rimasterizzata del 2005, a parte la splendida “Next Time Around” priva di archi) e, in alcuni casi, si ha la sensazione che l’accompagnamento musicale sia quasi sbiadito confronto alle maestose interpretazioni vocali della Denny.
Pur non essendo al livello del disco successivo (Sandy), ne di quello dei primi tre album dei Fairport con lei incisi, alla luce della qualità eccellente delle interpretazioni vocali, così come del livello compositivo del materiale, questo deve essere considerato un album raffinato imperdibile per chi ama la grande musica.