Salve a tutti, è la prima recensione che io abbia mai scritto in vita mia, quindi mi auguro che mi perdonerete se non uso termini adatti al discorso oppure troppo ampollosi, in tal caso siete liberi di scegliere di tornare indietro dalla pagina e non leggerla, anche perchè credo che appena leggerete ciò che ho da dire riguardo a questo album e alla band che l'ha composto, mi criticherete come non mai.
Comunque, l'album in questione che ho voluto recensire è "Roorback", creato da una delle più grandi band che questo genere musicale abbia avuto finora i Sepultura. Non mi soffermo a raccontarvi la storia della mitica band, tanto tutti voi la conoscete come "il padre nostro" e "l'ave maria", tranne a dire che questo è il 3' progetto che vede impiegato come vocals il gigantesco Derrick Green, dopo che gli altri membri (compreso l'amato fratellino) avevano cacciato l'immortale Max Cavalera. Se con questo scioglimento Max non si è dato per vinto e ha deciso di continuare la sua strada da solo creando i magnifici Soulfly, i Sepultura hanno deciso di continuare quella evoluzione stilistica che con "Chaos a.d." e "Roots" aveva mostrato a un pubblico di fedelissimi metallari thrash, la voglia di fondere accordi metal con musica tribale che gli è riuscito a meraviglia, ma con l'allontanamento di Max seguirono gli album: "Against" - la vera contiunazione di quello che con "Roots" avevano iniziato, e per me uno degli album più belli. "Nation"- Terribilmente penoso. Tutti ovviamente criticati da quei fan che avendo davanti il solito paraocchi, non accettarono il cambio stilistico e del vocalist che a mio parere è bravissimo.
Ma arriviamo a "Roorback", c'è chi dice che ormai i Sepultura si sono afflosciati, e mancano ormai completamente d'inventiva, niente di più sbagliato! I ragazzi di Belo Horizonte infatti ci hanno regalato un album bello, capace, aggressivo in puro stile new Sepultura; la canzone d'inizio "Come back alive" è pura energia che attraversa le casse dello stereo spaccando di brutto, e ci fà capire che a parte tutte le critiche che hanno subito loro non si arrendono. Si continua l'interessante "Godless" che presenta un sound più lento della precedente ma sempre di buon livello, per poi arrivare alla canzone più bella del cd "Apes of god", dove Kisser si lancia in una serie di riff di chitarra che sà molto di nu-metal, e un Cavalera che dietro le pelli ci martella un battito febbrile, "More of the shame" è il passo falso della band, presenta un sound molto banale e noioso.
Le altre canzoni come: "Urge", "As it is", "Mind War", "The rift" e "Activist" ci mostrano come l'interesse per la protesta politica sia sempre nelle menti dei quattro, non presentano una chissà quale evoluzione stilistica ma ci fanno sentire un buon vecchio metal fatto da veri professionisti, "Bottomed out" è una canzone che sembra più un pezzo preso da un campionario jazz, dove abbiamo un Kisser particolarmente ispirato nel provare un sound che non debba sempre essere veloce e spaccatutto, con in primo piano una voce calda e profonda quale quella di Derrick. Per poi arrivare alla cover degli U2 "Bullet the blue sky", per ogni evenienza avevo ascoltato l'originale prima di questa e lasciatevelo dire, Bono perde il confronto con Derrick.
In generale l'album non sarà innovativo o leggendario come "Roots", ma è alternativo, e soprattutto non è qualcosa di commerciale come ormai molte band metal sembrano produrre in questi anni, e sopratutto un avvicinamento al genere stilistico nu-metal dei primi korn, non come quella trovata commerciale cioè l'ultimo album dei Korn. Qui i Sep hanno dato il meglio di loro stessi mostrandosi anticonformisti al sistema procedendo per la loro via, tanto che con "Dante XXI" mostreranno una maturità e originalità che non si aveva da molto tempo, "stai con loro o vaffanculo" questo ci vogliono far capire , tutti i componenti qui hanno dato come sempre il meglio di sè, tranne il bassista che a parer mio spunta il suo nome nei dischi ma non sà fare una beneamata sega, mai ho sentito anzi "non" sentito un basso come quello di Pinto.
E per finire vorrei dire una cosa, basta con questo stereotipo del cazzo Sepultura=Max, ormai quelli di adesso hanno preso una strada che non ha nulla a che fare con la vecchia tribù ma non vuol dire come pensano molti che adesso non hanno più idee decenti, scommetto quello che si vuole che se invece di continuare a farsi chiamare Sepultura avessero usato un altro nome non avrebbero avuto tutte queste critiche, tutto si evolve col tempo l'importante e accettarlo e analizzarlo senza essere legate a stereotipi ormai giurassici.
Grazie dell'attenzione ragazzi, e un consiglio compratelo non ne rimarrete delusi.
Vergognosa la voce di Derrick Green: ma da dove l'han preso?
Da maestri come Igor Cavalera e Andreas Kisser mi attendo di meglio!!!