Copertina di Sepultura Roots
magico vento

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Per appassionati di heavy metal, fan di musica alternativa e sperimentale, amanti del metal brasiliano e delle contaminazioni etniche
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LA RECENSIONE

Tra gli album che ogni buon amante di musica heavy dovrebbe custodire gelosamente, occupa i primissimi posti "Roots" dei brasiliani Sepultura. Il CD uscito nel 1996 a cura della Roadrunner,  presenta la band brasiliana in una veste totalmente inedita.  Per la  registrazione dell'album, il gruppo ha  passato un lungo periodo a stretto contatto con una vera e propria tribù , nei pressi di Mato Grosso (Brasile), influenzando e contaminando il robusto thrash metal suonato nel passato con suoni tribali e percussivi, in linea coerente con quanto già fatto nel precedente album ("Kaiowas").

Dopo l'opening track "Roots Bloody Roots", si intuisce già che ci ritrova con qualcosa di dannatamente potente ed intenso, grazie al carisma della voce "Leonina" di Max Cavalera; "Attitude" chiarisce a tutti quali sono le nuove influenze del gruppo, suoni nuovi assalgono l'ignaro ascoltatore fondendo il tutto con solidissimi riffoni metal "Cut Throath""Ratamahatta" con le sue svariate  influenze è il pezzo più significativo di questo nuovo corso, aperto da cori Xavantes, contorniati di percussionisti vari il brano sprigiona tutta la sua potenza . Ospiti d'eccezzione quali Mike Patton (Faith no more/Tomahawk), o  Jonathan Davis (Korn), ci regalano emozioni intense ("Lookway"), aumentando il valore aggiunto di un album di per sè unico nel suo genere.
Si riprende fiato con brani strumentali ("Jasco/Itsàri") che ci preparano all'assalto finale. Dopo l'uscita del cd ci furono veri e propri malumori da parte di chi non gradiva la svolta tribale, preferendo le atmosfere "pure" dei precedenti album. I dissidi interni furono talmente grandi che il gruppo dovette separarsi dal suo singer, che in continuità con le sonorità di "Roots", andrà a formare i Soulfly. Gli altri Sepultura (tra i quali il fratello Igor alla batteria), non riusciranno nel corso degli anni a raggiungere  gli antichi fasti, producendo album sufficienti. Il suono complessivo curato da Ross Robinson e Andy Wallace è azzeccato, in quanto esalta la potenza aggressiva del gruppo valorizzando la nitidezza del suono. La versione digipack contiene una cover dei Black Sabbath ("Symptom of the universe"), un brano live ("Kaiowas"), ed una esperimento tecno/jungle ("Chaos B.C.")

Fondamentale!!

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Riassunto del Bot

Roots dei Sepultura è un album fondamentale per ogni appassionato di musica heavy. Il gruppo brasiliano unisce thrash metal a suoni tribali, grazie anche al lavoro diretto con una tribù locale. Con la voce carismatica di Max Cavalera e ospiti come Mike Patton e Jonathan Davis, Roots si conferma un’opera potente e innovativa. La produzione di Ross Robinson e Andy Wallace esalta ogni sfumatura del suono. Nonostante controversie interne, l'album rimane un punto fermo della musica metal.

Sepultura

Sepultura è una delle più importanti band metal brasiliane. Attivi dal 1984, hanno attraversato ogni sottogenere dall’estremo thrash/death primitive e rabbioso, all’incrocio tribale, sperimentale e groove degli anni Novanta, affermandosi con album fondamentali come 'Arise', 'Chaos A.D.' e 'Roots'. Dopo l’uscita di Max e Igor Cavalera, la band ha continuato una carriera travagliata ma mai doma.
50 Recensioni

Altre recensioni

Di  cliffburton86

 Ultimo, vero, grande album degli ultimi, veri, grandi Sepultura.

 Un metal estremo in chiave “brasiliana” come non si è mai visto e come probabilmente non si vedrà più.


Di  thetrooper

 "Roots Bloody Roots è un pezzo di storia del metal in generale."

 "'Roots' avvinghia l'ascoltatore dal primo all'ultimo riff assassino, fedele alla tradizione e innovativo."