Copertina di Sepultura Under A Pale Grey Sky
aniel

• Voto:

Per fan del metal anni 90, appassionati di thrash/death metal, collezionisti di album live, nostalgici delle performance di max cavalera e sepultura originali
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LA RECENSIONE

L'essenza dei veri Sepultura capitanati da Max Cavalera.

Cosi posso riassumere questo "Under A Pale Gray Sky", che sebbene non manchi di emozionare non può fare a meno che infoderci un dubbio: perchè? Perchè pubblicarlo nel 2002, quando i Sepultura non erano più quelli che suonarono in queste registrazioni ?

Questa cosa ha tanto il sapore di operazione commerciale, o comunque pilotata, e mi resta il dubbio perchè in realtà non conosco la storia che sta all'origine di questa pubblicazione. So soltanto che si tratta del live registrato alla Brixton Academy di Londra nel dicembre 1996 dove, dopo l'esibizione, secondo la leggenda, nel back stage ci sarebbestata la classica goccia che fa traboccare il vaso ad incrinare ancora di più i rapporti già tesi all'interno del gruppo. Ma, superata questa considerazione, non resta che fare i conti con le passioni, e allora non mi interessa più di sapere, perchè per un vecchio fan questo disco non può fare altroche dare emozioni forti che ripercorrono tutta la carriera del gruppo nel suo decennio di maggiore splendore. Il decennio che va dagli inizi degli anni 80 di "Bestial Devastation" fino a "Roots".

In questo disco le canzoni sono suonate di cuore, e presumo senza nessun tipo di sovraincisione/tarocco, infatti è dotato di una grezzezza a tratti unica, e spesso alcune sbavature dovute all'esecuzione live si sentono senza impegnarsi eccessivamente in un ascolto minuzioso. Ma è proprio questo il suo punto di forza e la sua bellezza, e per il resto, c'è spazio a tutto quanto ha fatto il loro successo: impatto, ruvidità, possenza strumentale, canzoni thrash/death e sperimental/tribali, come solo loro hanno saputo fare. Ho apprezzato moltissimo l'esecuzione di canzoni "fucking old" quali "Necromancer" e "Troops Of Doom", decisamente molto riuscite rispetto alle originali, d'altronde i Sep non è che fossero mostri di tecnica all'epoca, e i loro mezzi erano scarsissimi. Mi ha lasciato invece un pò l'amaro in bocca il fatto che alcune canzoni terminano a metà o troncate per fare medley con altre tipo "Desperate Cry", ma per la qualità e l'emotività sono disposto ad accettare anche questo.

Un ottima istantanea di uno dei gruppi che ha fatto storia nel metal, a cui tutti i fan non possono mancare. Chissà come sarebbe stato vederli suonare davanti a te, a pochi metri, questo disco mi infonde nostalgia, e lo ascolto sempre con piacere in ricordo dei tempi che furono.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'autenticità di «Under A Pale Grey Sky», live degli Sepultura del 1996 con Max Cavalera alla guida. Nonostante un rilascio controverso e qualche imperfezione sonora, il disco cattura l'essenza di un decennio di gloria. La grezzezza dell'esecuzione live e la scelta delle canzoni riflettono passione e potenza, rendendolo obbligatorio per il fan metal. La nostalgia e l'emotività sono i veri protagonisti di questa testimonianza storica.

Tracce testi

01   Itsári (Intro) (01:27)

02   Roots Bloody Roots (03:37)

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05   Monologo ao Pé do Ouvido (01:21)

10   Beneath the Remains / Mass Hypnosis (04:00)

15   Endangered Species (08:27)

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Sepultura

Sepultura è una delle più importanti band metal brasiliane. Attivi dal 1984, hanno attraversato ogni sottogenere dall’estremo thrash/death primitive e rabbioso, all’incrocio tribale, sperimentale e groove degli anni Novanta, affermandosi con album fondamentali come 'Arise', 'Chaos A.D.' e 'Roots'. Dopo l’uscita di Max e Igor Cavalera, la band ha continuato una carriera travagliata ma mai doma.
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