Copertina di Serj Tankian Imperfect Harmonies
Gallagher87

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan di system of a down, amanti di testi impegnati e di sperimentazioni musicali sofisticate
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LA RECENSIONE

Descrivere Serj Tankian non è semplice. Da leader di una delle più importanti band Nu Metal degli ultimi anni, i System Of A Down, ha saputo estrarre la vera essenza del suo essere artista. Artista appunto prima che musicista, è il termine adatto per descrivere il quarantenne libanese di origine armene, da sempre infatti Tankian ha dato tanto spazio alla musica quanto alla scrittura e alla poesia e, seppur indirettamente ma volontariamente, ha spesso coordinato i suoi lavori per fini politico-sociali.

Dopo l'ottimo disco d'esordio "Elect The Dead" e la sua condotta palesemente anti repubblicana, nel settembre del 2010 pubblica "Imperfect Harmonies". Da un punto di vista musicale l'accusa che spesso gli veniva posta, era quella di ripescare e rielaborare lo stile System Of A Down nella stesura e dei testi e soprattutto nella musica (il batterista dei SOAD John Dolmayan collaborò in quasi tutte le tracce del primo disco solista, ascoltasi ad es. "The Unthinking Majority" a conferma di ciò ), ebbene chi vorrà puntare il dito contro questo secondo lavoro, non potrà riproporre le medesime accuse, questo non è un disco Nu Metal, non è un disco musicalmente aggressivo, pare non essere un disco di Serj Tankian, pare.

La componente fondamentale sono le parole ancor prima della musica, una musica riempita di influenze elettroniche e non solo, e dei testi ancora più coinvolgenti, ancora più incisivi e diretti rispetto al passato. I violini di "Beatus" si mescolano perfettamente con la sua voce sempre calda e sempre pronta a qualsiasi esperimento, cosi come il singolo "Borders Are" (di cui vi riporto video e traduzione) definisce lo schema base dell'album, riflessivo ma perspicace come sempre, in quanto l'ex SOAD non è un'ipocrita e a maggior ragione non segue le mode (penso ai 1000 dischi anti-Bush di qualche anno fa di decine e decine di band pronte a sfruttare il momento), ma segue il suo percorso, un percorso come detto anti-politico e marginalmente anche anti-religioso se si analizza l'altro singolo di lancio, "Left Of Center", tra i pezzi più ad effetto e più rock dell'intero disco. Più in generale non mancano influenze progressive e jazz come in "Wings Of Summer", come ovviamente non può mancare la presenza del pianoforte come nella splendida "Gate 21" e in "Yes, Its Genocide", da polistrumentalista qual è, Tankian non si lascia sfuggire davvero niente, e la sua voce che la si ami o la si odi, sfiora tonalità inaccessibili a molti vocalist contemporanei, filtrando fortissime influenze mediorientali ai quali noi occidentali, io in primis, non siamo molto abituati.

Concludendo affermo che l'unica pecca che si può fare al disco è la contraria del disco precedente, "Imperfect Harmonies" è talmente delicato da peccare di aggressività musicale, sottolineo musicale perchè come si è compreso, i taglienti testi dell'americano di Beirut continuano a condire pesantemente ogni suo scritto. Un disco da non ascoltare in auto o come sottofondo onde evitare possa risultare pesante e quasi noioso, bensì richiede un orecchio particolarmente attento ed aperto, aperto prima psicologicamente che nel senso letterale del termine. Nel complesso credo che l'esperimento sia ben riuscito, e seppur ritengo questo disco inferiore al precedente "Elect The Dead", credo anche che le sue nuove ispirazioni artistiche  non possano che portare beneficio ad una più o meno probabile reunion dei " System Of A Down ", nel frattempo rilassiamoci con queste 'armonie imperfette', che alla fine tanto imperfette poi non sono.

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Riassunto del Bot

La recensione sottolinea come Serj Tankian si confermi un artista più che un semplice musicista, evolvendo il suo stile ben lontano dal Nu Metal con un album ricco di sperimentazioni musicali e testi intensi. Imperfect Harmonies propone influenze jazz, progressive ed elettroniche con una voce unica e profondamente espressiva. Nonostante la delicatezza della musica possa risultare meno aggressiva rispetto al passato, i testi rimangono taglienti e incisivi. Il disco richiede un ascolto attento e aperto, ed è considerato un esperimento riuscito, seppur inferiore a Elect The Dead.

Tracce video

01   Disowned Inc. (04:07)

02   Borders Are... (04:37)

03   Deserving? (04:05)

04   Beatus (04:41)

05   Reconstructive Demonstrations (05:04)

06   Electron (03:46)

07   Gate 21 (02:43)

08   Yes, It's Genocide (03:15)

09   Peace Be Revenged (03:59)

10   Left of Center (03:07)

11   Wings of Summer (04:47)

12   Goddamn Trigger (03:20)

Serj Tankian

Serj Tankian (Beirut, 21 agosto 1967) è un cantante, compositore e poeta armeno-statunitense, noto come voce e cofondatore dei System of a Down. Ha avviato una prolifica carriera solista (Elect the Dead, Imperfect Harmonies, Harakiri) e composto lavori orchestrali come Orca: Symphony No. 1. Attivo su temi politici e diritti umani.
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