Copertina di Soft Machine Volume One
panurge

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Per appassionati di musica progressive, jazz fusion, e sperimentazioni sonore degli anni '60, critici musicali e fan della scena di canterbury.
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LA RECENSIONE

Ingiustamente oscurato dai due lavori successivi, il primo album dei Soft Machine contiene alcune delle migliori trovate pop dell'intera scuola di Canterbury, e notevoli brani più sperimentali, tipici di quell'avanguardia-che-non-si-prende-sul-serio di cui la band diventerà uno dei maggiori esponenti.

Il disco comincia con "Hope For Happiness", e "Hope For Happiness" comincia con "aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah". Un brano dissonante, con due tracce vocali magnificamente sovrapposte, e con un ritornello che avrebbe fatto storia se i Soft Machine avessero avuto un decimo del successo che si meritano. Un'altra traccia che necessita di un commento è "Why Am I So Short?", che continua nella successiva "So Boot If At All". Melodia fantastica, stacchi ritmici eccellenti. Uno dei pezzi migliori, se proprio devo dirla tutta; un brano golosamente pop che sfuma in un delirio di dissonanze tenute assieme dalla batteria Wyatt, e che si chiude col ritorno del tema principale.

È un disco che in alcune occasioni appare poco spontaneo, ma è così pieno di idee, potenza e ironia [finire la frase con un paragone banale a scelta tra "da renderlo uno dei migliori dischi dell'intera scena di Canterbury"... "da inserirlo immediatamente nel pantheon dei dischi irrinunciabili"... "a mio zio stanno sul culo i maestri di sci"].

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Riassunto del Bot

Il primo album dei Soft Machine è spesso sottovalutato rispetto ai successivi, ma contiene alcune delle migliori composizioni della scena di Canterbury. Brani come 'Hope For Happiness' e 'Why Am I So Short?' mostrano un perfetto equilibrio tra pop sperimentale e avanguardia ironica, con arrangiamenti brillanti e ritmi coinvolgenti. Nonostante qualche momento meno spontaneo, il disco è ricco di idee originali e potenza sonora, meritandosi un posto d'onore tra gli album più influenti del genere.

Tracce testi video

01   Hope for Happiness (04:22)

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03   Hope for Happiness (reprise) (01:39)

04   Why Am I So Short (01:37)

05   So Boot If at All (07:24)

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07   Save Yourself (02:25)

08   Priscilla (01:03)

11   Plus Belle qu'une Poubelle (01:00)

12   Why Are We Sleeping ? (05:32)

13   Box 24/4 Lid (00:49)

Soft Machine

Soft Machine è uno storico gruppo britannico della scena di Canterbury, pionieri del progressive rock e del jazz-rock, conosciuti per le loro sperimentazioni sonore e i frequenti cambi di formazione. Fondati da Daevid Allen, Kevin Ayers, Mike Ratledge e Robert Wyatt, hanno attraversato psichedelia, avanguardia, jazz, fusion e oltre.
29 Recensioni

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Di  luludia

 Figli di un’attitudine capace di fondere mirabilmente jazz pop e avanguardia.

 Una voce che grazie a una specie di dolcezza soul e un ammaliante zigzagare jazz alleggerisce e rende fluidi i momenti di più folle avanguardia.