Copertina di Soundgarden Louder Than Love
Teo

• Voto:

Per amanti del rock e grunge anni '80, fan di soundgarden e chris cornell, appassionati di chitarra e musica potente
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LA RECENSIONE

 È il 1989, dopo due EP e il primo vero album "Ultramega Ok", esce "Louder Than Love". Sono ancora i primi Soundgarden, quelli incazzati, ancora più incazzati di "Badmotorfinger". La formazione vede il cantante Chris Cornell, il chitarrista Kim Thayil, il bassista Hiro Yammamoto e il batterista Matt Cameron.

Non è un mistero la grande influenza che Black Sabbath e Led Zeppelin hanno avuto su questa band e se siete dei fan degli ultimi Soundgarden, quelli più soft, questo disco potrebbe farvi storcere il naso. Gli acuti di Cornell sono pazzeschi, forse il giovane frontman esagera, ma le sue qualità sono indiscutibili. La chitarra di Tahyil è letteralmente impazzita, riuscendo a creare muri impenetrabili di riff. Si passa per bordate come la quasi metal Gun, Get On The Snake, Full on Kevin's Mum e la presa in giro Big Dumb ad altre con una struttura più complessa come l'opener Ugly Truth, Hands All Over e Loud Love. Ma se il ritmo cambia, lo stato d'animo è sempre quello, scuro, tetro, sospeso in una atmosfera crepuscolare.

Anche se ancora non abbiamo il gruppo maturo e più originale dei successivi capolavori "Badmotorfinger" e "Superunknown", "Louder Than Love" rimane comunque un buonissimo album, sicuramente da avere.

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Riassunto del Bot

Louder Than Love (1989) è il secondo album dei Soundgarden, caratterizzato da un sound grintoso e oscuro che riflette l'influenza di Black Sabbath e Led Zeppelin. Chris Cornell emerge con acuti potenti, mentre Kim Thayil crea riff robusti e coinvolgenti. Nonostante non raggiunga la maturità dei successivi capolavori, l'album si conferma un'ottima prova e un must per i fan del grunge.

Soundgarden

Soundgarden sono una band di Seattle tra i pionieri e massimi esponenti del grunge, famosa per l’urlo stentoreo di Chris Cornell, i riff oscuri di Kim Thayil, una sezione ritmica devastante e album che vanno da 'Ultramega OK' all’iconico 'Superunknown', passando per la violenza di 'Badmotorfinger'. Sciolti nel '97, tornati per una reunion che ha lasciato strascichi (e un album), e quindi di nuovo silenzio.
31 Recensioni

Altre recensioni

Di  gate

 Robert Christgau non ne ha capito un cazzo. Questo album è semplicemente una bombarda, come doveva essere.

 Vuoi mettere la soddisfazione di vedere gli amici che si guardano negli occhi scaturiti mentre pompi nei loro timpani malaticci 'Get on the Snake'? Hungry and mean!!!


Di  claudio carpentieri

 "L'album è marmoreo e spigoloso quanto basta a cui un'ulteriore levigatura artefatta avrebbe potuto far perdere quello smalto."

 "Una perfetta miscela sonica dove confluiscono angoscia, psichedelia e riff portentosi che si distanziano da suoni stereotipati."