"One night it happened, the morning never came..."
Dalla Finlandia sbucano nel 2003 questi Swallow The Sun ennesimi epigoni musicali del genere Doom/Death nato da My Dying Bride, Paradise Lost ed Anathema più di dieci anni fa ormai. Tuttavia la definizione "ennesimi" non è adatta. Già perchè qui ci troviamo di fronte ad un gruppo che sa e anche molto bene il fatto suo. Il progetto nasce nel 2000 e vede la luce con questo primo album "The Morning Never Came". Il titolo è perfettamente indicativo, il disco è un monolite notturno come se la mattina non fosse mai tornata.
La prima traccia "Through Her Silvery Body" inizia con un arpeggio e una serie di riff molto malinconici e tristi. Non manca tuttavia la pesantezza che rende l'atmosfera molto solenne, quasi un preludio alla fine. L'ingresso del growl sgraziato è disarmante e il brano alterna parti cattive ad altre malinconiche e suadenti. Caratteristiche che ritornano nelle successive "Deadly Nightshade" dotata di un meraviglioso assolo centrale e "Out Of This Gloomy Light" autentica perla in cui il cantante che segue le linee delle tastiere da una prova di livello inaspettato in espressività pur avendo una voce grezzissima e brutale. La quarta traccia "Swallow" è a mio parere una delle cose più belle mai composte ultimamente in quest'ambito. Il meraviglioso e tristissimo riff iniziale contrasta mirabilmente con la parte centrale decisamente violenta e orientata su partiture "veloci". "Silence Of The Womb" è puro Doom. Lento, maestoso e angosciante il brano ha tutto per essere un capolavoro : una prima parte monolitica, un delicato stacco di pianoforte a cui seguono prima una serie di riff molto malinconici e infine una ripresa della parte iniziale. Da segnalare infine l'inqietante finale in cui si possono sentire in sottofondo pianti di bambini e altri suoni non benevoli. Tutto ciò trova spiegazione nel testo, molto apocalittico. Vi consiglio di darci un'occhiata. "Hold This Woe" è caratterizzata dall'alternarsi continuo di parti velocissime al limite del black, con altre tipicamente Doom e ricchissime di tastiere. Segue "Under The Waves" brano bello ma un pò sottotono rispetto agli altri. Le ultime parole le spendo per l'incredible "The Morning Never Came" ultima traccia del disco. L'atmosfera che si respira in questa canzone è leteralemente apocalittica. Tutto in questo brano, dalle strofe arpeggiate e cantate pulite fino al devastante ritornello (cantato in un growl davvero di alto livello) fatto di riff Doom estremamente solenni accompangati da tristi suoni di tastiera trasuda disperazione e tristezza infinita. Davvero drammatica è la parte conclusiva del brano prima dell'ultimo ritornello in cui davvero sembra di essere giunti al giorno del giudizio e le ultime parole del testo diventano pesanti come macigni.
Con questo disco gli Swallow The Sun si candidano a mio personale modo di vedere come i più credibili esponenti della corrente Doom/Death dopo i maestri My Dying Bride. Il mio consiglio è di ascoltare questo disco col cuore, perchè solo così riuscirete a coglierne la nera magia che vi è all'interno. E chi lo sa allora, la mattina potrebbe davvero non tornare più.
"The skies blow the last light away
Summer exists only in the writings of the wise
We prepare for our final run
When the winter swallows the sun"