Copertina di Swings Sugarwater
kloo

• Voto:

Per appassionati di musica indie, slowcore, post-hardcore, e sperimentazioni sonore raffinate.
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LA RECENSIONE

Dischi del 2015 Parte 3.

Ho fatto un sacco di ricerche che hanno fruttato, mi sono trovato per la prima volta in difficoltà a paragonare una band e a trovarle delle influenze precise. Qualcuno li ha paragonati ai Joan Of Arc, altri ai Bedhead; ma io ci sento molto molto di più. Partiamo dalla base: slowcore/post-hardcore mescolato con gran sapienza ad un pop sofisticato, mai e dico MAI banale. La "novità" in tutto questo è l'utilizzo "artistico" dell'autotune: una voce che rischia spesso il falsetto, resa instabile dalla modifica tonale, mai kitsch e fine a se stessa, ma ben amalgamata alla base. Ritmiche jazzistiche e canzoni assimetriche, sghembe e malfatte ma non per questo mal riuscite. Dopo tutto questo parlare chi possono venire in mente? Low? Stereolab? E quell'aura emozionale, nostalgica e malinconica tipicamente 90 americani? Sugarwater è un disco di assoluto valore, da prendere a piccole e intense dosi, non può avere un ascolto sommario e giudicato con gli skip. sul Bandcamp troverete il disco completo. Canzoni consigliate: Tiles e Blood On Seersucker.

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Riassunto del Bot

La recensione di Sugarwater, album del 2015 dei Swings, ne evidenzia l'originalità nel mescolare slowcore e post-hardcore con un pop sofisticato e mai banale. L'uso artistico dell'autotune e le ritmiche jazzistiche creano brani sghembi ma coinvolgenti, evocando atmosfere nostalgiche tipiche degli anni '90 americani. Un disco che richiede un ascolto attento e diluito nel tempo, con canzoni consigliate come Tilese e Blood On Seersucker.

Swings

Band che in Sugarwater (2015) combina slowcore e post-hardcore con un pop sofisticato; utilizzo "artistico" dell'autotune e ritmiche con inflessioni jazzistiche.
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