Copertina di The 3rd and the Mortal In This Room
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Per appassionati di musica dark, doom metal, sperimentazione musicale, fan del rock norvegese e ascoltatori in cerca di atmosfere introspettive e rarefatte.
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LA RECENSIONE

Tre recensioni riguardanti lo stesso gruppo non sono state scritte per caso! Quello in esame è, per me, uno dei migliori acts degli anni '90.

La congrega non proveniva certo dall'America o dal Regno Unito... Bensì dalla sperduta e, per certi aspetti, inquietante Norvegia.

Ricostruirò nuovamente, anche se in maniera stringata, la loro storia. Nati come doom band affiancata da una voce femminile, i The 3rd and The Mortal ben presto si avvicinarono a sonorità pink floydiane, gothic e folk. Questo accadde, precisamente e con risultati sopraffini, all'interno di quel gioiello intitolato "Tears Laid In Heart". Anno 1994. Con l'Ep "Nightswan", invece, iniziarono i primi tentativi di sperimentazione che culmineranno, nel 1996 in "Painted On Glass". Disco senza precedenti!

Ma prima di arrivare all'opera magna, citata giusto un rigo sopra, i The 3rd partorirono un capitolo intermedio: "In This Room".

Tredici brani musicali o, se me lo consentite, tredici gelide gemme pregne di sognante solitudine.

La vena "dark" si fa più rarefatta e asettica. Cominciano ad insinuarsi stramberie elettroniche (non come in "Memoirs", sia ben chiaro!), synth e campionamenti. La cantante, ahinoi, non è più l'incantevole Kari Rueslatten ma una nuova musa: Ann-Mari Edvardsen. Una voce maggiormente "severa", passatemi questo inappropriato aggettivo, ma ricca di fascino e di sensualità.

Ascoltando tracce come "Stream", "Sort Of Invisible" e "Harvest" mi darete ragione. Menzione a parte per la stramba "Sophisticated Vampires", che ci conduce verso atmosfere tese e suoni di carattere semi-noise rock (!)

Poi ci sono alcuni brani strumentali. Perfetti per momenti di meditazione.

Non si tratta di opprimente mestizia o di doloroso travaglio "Doom". Quello che è udibile e percepibile , infatti, è un clima di riflessione, di raccoglimento e di contemplazione.

Probabilmente il lavoro meno conosciuto e meno apprezzato della band. E questo è un male!

PS: La copertina è davvero azzeccata! Quel bianco misto a grigio , sicuramente, valorizza le note contenute nel disco.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'In This Room' dei The 3rd and the Mortal come un album unico nel panorama fine anni '90, caratterizzato da atmosfere rarefatte e sperimentazioni elettroniche. Viene evidenziato il cambio di voce con Ann-Mari Edvardsen, più severa ma affascinante, e la componente riflessiva e contemplativa dell'opera. Nonostante sia poco conosciuto, il disco è descritto come una gemma da riscoprire.

Tracce video

01   Stream (04:25)

02   Monody (03:46)

03   So Pure (04:01)

04   The Wooden Lodge (02:36)

05   Sophisticated Vampires (04:11)

06   Harvest (04:24)

07   Did You (04:48)

08   Myriad of Peep-Holes (04:48)

09   Sort of Invisible (04:25)

10   A Touch of... (04:53)

11   Hollow (05:15)

12   The Barge (01:29)

13   Sleep (04:05)

The 3rd and the Mortal

The 3rd and the Mortal sono un gruppo norvegese di Trondheim (attivi 1992–2005), tra i pionieri del connubio tra doom atmosferico, folk scuro e sperimentazione. Gli esordi con la voce di Kari Rueslåtten (Sorrow, Tears Laid in Earth) hanno segnato la scena; con Ann-Mari Edvardsen la band ha spinto sull’avanguardia (Nightswan, Painting on Glass, In This Room). Nel 2002 con Memoirs ha introdotto elementi electro/trip hop e per la prima volta voci maschili.
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