Copertina di The Afghan Whigs Congregation
theJOKE

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e soul, fan di greg dulli, cultori della musica anni '90 e ascoltatori curiosi di fusioni stilistiche.
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LA RECENSIONE

"I know your ass is fine, and i'm the only who can say that is mine" 

Con il geniale intro di "Her Against me", Dulli ci presenta il suo nuovo figlio meticcio, figlio di un bianco, il signor Rock Alternativo, e una donna nera, la signora Soul che mettendo alla luce il loro caro "Congregation" si rivelano dei bravi genitori.
Le canzoni dell'album rispecchiano l'intenso cammino stilistico che Dulli sta affrontando, mischiando più generi (come fece David Byrne con i Talking Heads in "Fear of Music") e riuscendo nella sua missione alla perfezione.

I riff molto lavorati di chitarra denotano un lungo lavoro di stesura per composizione delle canzone che sono ormai lontane dall'impeto aggressivo di "Up in it" album frettoloso e più diretto e "post-grunge era".
Con canzoni come "I'm her slave"; "Conjure me" o la stupenda "This is my confession" l'album manda le sue truppe d'assalto ed a battaglia finita ci delizia con pezzi come "Tonight"; "Let me lie to you" e l'untitled track che si nasconde nella dodicesima traccia dell'album, ma che si rivela essere una canzone degna di essere messa ai primi posti nella tracklist.

La sorpresa è di sicuro la cover di "The Temple" canzone presa dal famosissimo musical "Jesus Christ Superstar" e che, reinterpretata dal gruppo prende un'enfasi maggiore, anche se Dulli resta fedele all'originale, suonando alla perfezione di giri di chitarra e giocando con gli Alti e Bassi della canzone che  mette a dura prova la sua resistenza vocale.

Anche se la critica ha preferito "Gentleman" come migior album degli Afghan, io consiglio "Congregation" perchè album come questo, nella storia della musica non sono mai stati replicati, e lo ritengo degno dunque delle 5 stelline di voto.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album Congregation come un capolavoro che fonde rock alternativo e soul. Greg Dulli si dimostra abile nel creare atmosfere e riff sofisticati, distaccandosi dai lavori più grezzi del passato. Le tracce vengono analizzate mettendo in risalto la loro qualità e originalità, con una menzione speciale per la cover di The Temple. L'autore ritiene l'album degno di massimo voto e imperdibile per gli amanti del genere.

Tracce testi video

03   Turn on the Water (04:18)

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05   Kiss the Floor (04:00)

06   Congregation (04:27)

07   This Is My Confession (03:13)

09   The Temple (04:06)

10   Let Me Lie to You (04:36)

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12   Miles Iz Ded (05:06)

The Afghan Whigs

The Afghan Whigs sono una band statunitense associata alla scena rock alternativa degli anni '90. Nelle recensioni emergono come gruppo di Cincinnati capace di fondere ruvidità rock (spesso accostata al grunge) con soul, funk e un immaginario spesso noir, guidato dalla voce e dalla scrittura di Greg Dulli.
18 Recensioni

Altre recensioni

Di  jeremy

 Musica che viene dal cuore, grunge suonato coi guanti di velluto quello dei “progressisti afgani”.

 Passione tenerezza ed eleganza in dodici brani memorabili, nei quali Dulli si dimostra musicista nel senso più profondo del termine.


Di  Sebastian82

 "Non sono un cane che corre da voi scodinzolando, con una verità in bocca."

 "Il disco regala alcuni tra i pezzi migliori di Greg degli ultimi 10 anni: la ballata soul 'It Kills' che trascende il dolore dell’assenza."