Copertina di Allman Brothers Band The Fillmore Concerts
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Per appassionati di musica rock e blues, amanti delle performance live, fan di improvvisazioni musicali e concerti storici
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LA RECENSIONE

Improvvisare dal vivo è cercare continuamente qualcosa. I cambiamenti di tono del musicista all'interno di una canzone sono proprio il segno di questa ricerca. Una canzone è come una vita concentrata: si sperimenta, si cambia, a seconda di quello che hai trovato e che vuoi trovare. Si disattiva la razionalità e si può comunicare davvero. la vita diventa musica, la mente vaga liberamente a velocità altissima, alla ricerca di qualche cosa. Duane Allman ha trovato questa cosa. Ce l'ha all'inizio del concerto e cazzo non la molla fino alla fine.

"Sapeva esattamente dove stava andando" (Gregg Allman)

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'improvvisazione come cuore pulsante del live degli Allman Brothers Band nei Fillmore Concerts. Duane Allman viene descritto come un musicista che domina perfettamente questa ricerca musicale, mantenendo un livello eccelso dall'inizio alla fine. La musica è vissuta come un flusso di vita e di emozioni, capace di comunicare oltre la razionalità.

Tracce testi video

01   Statesboro Blues (04:15)

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03   Don't Keep Me Wonderin' (03:21)

04   In Memory of Elizabeth Reed (13:00)

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06   Done Somebody Wrong (04:11)

08   You Don't Love Me (19:26)

The Allman Brothers Band

The Allman Brothers Band nasce nel 1969 attorno ai fratelli Duane (chitarra) e Gregg Allman (voce, organo), con Dickey Betts, Berry Oakley, Butch Trucks e Jaimoe. Fondamentali nel definire il southern rock, fondono blues, jazz e country, imponendosi con il live At Fillmore East (1971). Dopo la scomparsa di Duane (1971) e Oakley (1972) proseguono con Brothers and Sisters (1973) e varie reunion fino allo scioglimento nel 2014.
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