Copertina di The Black Heart Procession Six
davide91

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Per appassionati di musica alternativa, fan di atmosfere dark e melodiche, amanti del rock indie e delle ballate intense
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LA RECENSIONE

Eguagliare un capolavoro come "2" non è affatto semplice, ma con "Six" i Black Heart Procession ci arrivano molto vicini. Dopo le parentesi tra alti e bassi di "Amore Del Tropico" e "The Spell", la band dal passo più oscuro di San Diego torna ad intitolare gli album numericamente. Bhè, già questo ci fa capire i buoni propositi intrapresi; infatti anche quest'album arriva dritto dritto al cuore e alla mente, lasciandola pensierosa, ma non sobria, perché "Six" ci ubriaca meravigliosamente con i suoi toni noir, tetri e con le sue atmosfere tenebrose ricche di ritmi rallentati.

Pall, Jenkins e soci (e per soci si intende simpatici ospiti che si dilettano quanto mai giustamente al violino e alle tastiere) con "Six" riprendono e continuano le atmosfere dei primi album, unendole però ai suoni più semplici e melodici mostrati nei due precedenti lavori. È proprio questa la base che i BHP hanno deciso di dare al disco, facendone uscire 13 brani equilibrati e collegati tra di loro, mai troppo spiazzanti e nello stesso tempo mai noiosi. Simboli di questo andamento melodico sono i due pezzi estratti "Witching Stone" e "Rats", probabilmente quelli dall'impatto più immediato e fulmineo. Si incombe anche in ballate dolenti ed anestetizzanti dal cantato sussurrato quali ad esempio l'iniziale "When You Finish Me", "Drugs" e la finale "Iri Sulu". Altre ballate, ma più ariose, sono "All My Steps", "Forget My Heart" e "Liar's Ink"; che ricordano molto il Nick Cave più pop e romantico. Forse l'unico brano che pecca maggiormente e che ci spiazza è la schizofrenica "Suicide", che ricorda molto certi dEUS.

In breve, "Six" non raggiunge l'eleganza oscura e bellissima di "2" e "3", ma con esso i Black Heart Procession riprendono finalmente a marciare cupamente verso il cuore nero; contando progressivamente; e speriamo il più possibile.

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Riassunto del Bot

L'album Six dei Black Heart Procession si avvicina molto al capolavoro '2', con atmosfere tetre e ritmi rallentati che coinvolgono mente e cuore. Il disco alterna brani melodici e ballate sussurrate, mostrando una maturità artistica rispetto agli album precedenti. Nonostante qualche traccia meno convincente, Six rappresenta un ritorno efficace alle radici oscure della band californiana.

Tracce video

01   When You Finish Me (03:30)

02   Wasteland (04:07)

03   Witching Stone (03:34)

04   Rats (03:56)

05   Heaven and Hell (04:28)

06   Drugs (02:55)

07   All My Steps (04:07)

08   Forget My Heart (04:29)

09   Liars Ink (05:07)

10   Suicide (03:54)

11   Back to the Underground (04:00)

12   Last Chance (04:14)

13   Iri Sulu (04:29)

The Black Heart Procession

The Black Heart Procession è una band indie statunitense di San Diego, fondata da Pall Jenkins e Tobias Nathaniel (già con Three Mile Pilot). Nota per ballate lente e cupe, spesso pianistiche e dal sapore cinematografico/noir, ha pubblicato gli album numerati (One, 2, Three) e poi Amore del Tropico, The Spell e Six.
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