Copertina di The Breeders All Nerve
Almotasim

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Per appassionati di alt-rock, fan delle breeders, amanti della musica indipendente e critica musicale attenta ai dettagli sonori e lirici
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LA RECENSIONE

“I hit the hull, oh God, I hit them all, you don’t know how far I would go”.

"Ho colpito lo scafo, oh Dio, li ho colpiti tutti, non sai quanto lontano potrei andare".

Fino a qualche tempo fa, credevo che le “Allevatrici” fossero le “Panettiere”. A parte questo, le Breeders, della “a suo modo” icona alt-rock Kim Deal, sono tornate a distanza di dieci anni da “Mountain Battles”, col quinto album in trent’anni di esistenza. La line up è esattamente quella del ’93, quella dell’ epico e inarrivabile “Last Splash”, con le sorelle Kim e Kelley alle chitarre, Josephine Wiggs al basso e Jim MacPherson alla batteria.

Il suono di “All Nerve” è crudo e compatto per quanto appaia altrettanto intimo che eversivo. Continui i passaggi dall’immobilità alla concitazione, i saliscendi e gli schiaffi di granito che inseguono però sempre una linea melodica, i riff scivolosi lungo chitarre torbide dai riverberi in sordina o acuminate e thrashing. Il basso è rotolante e ipnotico, le percussioni sferraglianti. La voce di Kim è angelica, calda, ma capace di farsi possente. Intesse armonie intriganti con Kelley che contrastano col canto gelido, quasi spettrale, della Wiggs.

La poetica è astratta, con testi criptici e laconici, che, pur spesso evasivi, assillano ossessivamente con una ironia non sempre tracciabile. L’album offre una visione complessiva e matura della band. Piena di zucchero incrostato, nebbie albeggianti e fuliggine. Piena di nevrosi e impudenza.

"Wait in the Car" è un singolo di forza soffocante. La Deal miagola, abbaia e ulula, mentre le chitarre salgono e scendono con susseguirsi parossistico di vertigini ubriacanti. "All Nerve" indugia tra strofe lente, abbacinanti e crescendo propulsivi. La Wiggs è voce solista in "MetaGoth", segnata da percussioni secche e un basso sgusciante. Il canto freddo, distaccato, imperturbabile dà al brano una malia grumosa di bellezza post-punk cupa e vagamente inquieta. Le chitarre danno lirismo con bordoni di feedback che sciolgono i riff in un’aria scura. Gli spostamenti dinamici sono l’ossatura della ballata "Spacewoman" che in più riversa ambientalmente sibili abboccati di synth analogico.

"Walking with a Killer" è la storia di un omicidio in un campo di grano. È raccontata dal punto di vista della vittima: “I didn’t know it was my night to die, but it really was”/ "Non sapevo che sarebbe stata la mia notte per morire, ma lo era per davvero". Le chitarre friggono una quasi muta minaccia, un afflato noir è ingoiato da distorsioni che si dissolvono nel fremito elementare del basso e nella linea melodica della voce flessuosa e tenue. Il brano è la reincisione di un più scarno 7 pollici del 2012 di Kim Deal.

C’è poi “Archangel’s Thunderbird” cover degli Amon Duul II. La sezione ritmica è profusa in un groove potente e arguto, mentre le sorelle Deal si impadroniscono di quel gioiello kraut (art) rock con un canto più contorto e invasato che mai. Se una chitarra è circolare e ipnotica, l'altra è pungente e incede a zig-zag. "Dawn: Making an Effort" ha il volto di una speranza candida percepita nel crescere dilatato di un' alba; riversa fragili feedback su un canto portante che ingloba letteralmente “miele e latte” nella bocca. “Skinhead # 2” vanta invece la rima più disorientante e spicciola: “I need spit to crush these beetles on my lips” / "Ho bisogno di sputare per schiacciare questi coleotteri appesi sulle mie labbra". E un inciso sontuoso: “Tough kids love sad songs/ They sing along/ Sing for me” / “I bambini difficili amano le canzoni tristi/ Cantano insieme/ Canta per me”.

All Nerve” è “Last Splash Pt. 2”? No! “Su tutti i nervi” è una grande tensione tra spavalderia, forza, rumore, tenacia, vulnerabilità, suspense, ritmi ficcanti o congestionati, ma anche distesi. Una miscela di cristalli di zucchero e polvere nera.“All Nerve” ti tiene sulle spine, ti ammalia, ti lascia il segno. Non rimpiange il passato, ma cerca di catturare di nuovo quell’energia elettrizzante e arroventata. L’antidiva Kim Deal è tornata a 56 anni, in splendida forma.

Poi la musica ti cambierà anche nel tempo, ma senza ossidarti. Che è liberatrice.

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Riassunto del Bot

All Nerve segna il ritorno delle Breeders dopo dieci anni con l'originale line-up del 1993. L'album alterna momenti di intensità e introspezione con testi criptici e sonorità alt-rock fresche e mature. Kim Deal e compagne mostrano una perfetta sintonia tra spavalderia e vulnerabilità, offrendo un disco che cattura sia la forza che la delicatezza della band. L'energia e la tensione mantenute lasciano un segno profondo, confermando la vitalità artistica dopo trent'anni di carriera.

Tracce

01   Nervous Mary (02:29)

02   Skinhead #2 (02:45)

03   Blues at the Acropolis (02:57)

04   Wait In The Car (02:03)

05   All Nerve (02:11)

06   Metagoth (03:09)

07   Spacewoman (04:22)

08   Walking With A Killer (03:45)

09   Howl at the Summit (02:57)

10   Archangel’s Thunderbird (03:25)

11   Dawn: Making an Effort (03:50)

The Breeders

Le Breeders sono una band alt-rock statunitense fondata nel 1989 da Kim Deal (Pixies) e Tanya Donelly (Throwing Muses). Hanno raggiunto il successo con Last Splash (1993) e il singolo Cannonball. La line-up classica comprende Kim e Kelley Deal, Josephine Wiggs e Jim MacPherson; nel 2018 sono tornate con All Nerve.
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