Copertina di The Cure Trilogy
gigi sabani

• Voto:

Per appassionati di musica gothic rock, fan dei the cure, amanti dei concerti live e della musica emotiva e riflessiva
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LA RECENSIONE

Ciao carissimi eccomi alla mia sesta recensione e fedele al mio scopo ecco un'altro dvd-concerto della sfera musicale gothic: si torna a parlare dei Cure e di un loro doppio dvd intitolato "Trilogy".

Il concerto è stato diretto dal regista Nick Wickham ed è stato tenuto al Tempdrom di Berlino, l' 11 ed il 12 novembre del 2002.

La scelta delle canzoni da eseguire è caduta sui tre dischi Pornography, Disintegration e Bloodflowers(Trilogy, trilogia appunto) , che secondo il cantante Robert Smith sono legati tra di loro per vari motivi.

Prima di passare alla musica ed all'esibizione una riflessione: è mio parere che i tre dischi hanno poco in comune tra di loro, forse a livello musicale il secondo ed il terzo ma a livello di testi delle canzoni fanno parte di tre fasi della vita di Smith diverse: Pornography è filosofico ed è arrabbiato(e pessimista cosmico) , Disintegration parla dell'amore depresso e dark ed infine Bloodflowers parla del fatto di invecchiare e di non sentire più le cose allo stesso modo di una volta.

Li accomuna comunque la tristezza dei suoni e dei testi, almeno quello.

Veniamo alla musica:

si parte con One hundred years, chitarra rumorosa che si alterna con una tastiera assassina, e si parte con quello che sarà il pezzo più violento del concerto

Poi si rallenta con A short term effect,  bravissimi(e lo saranno per tutto il concerto) Bamonte e Gallup nel disegnare la trama musicale.

Si prosegue e come quinta canzone ecco The figurehead: una canzone semplice ma un riff di chitarra SPLENDIDO, con un cantato che si sposa a meraviglia alla musica e che ti proietta in una spirale di tristezza e depressione.

Poi A strande day(degna dell' Urlo di Munch) e cosi fino alla fine di Pornography.

Ecco Plainsong: non ho mai sentito una tastiera cosi amplificata in un concerto. I Cure non hanno badato a spese per la loro messa in scena.

Saltiamo a Lovesong: una canzone che ha creato un cambiamento culturale nel mondo; parole semplici e musica alla New order per un pezzo che ha fatto la storia della musica.

Molto glam The last dance e molto onirica Lullaby: quanti dark ha creato questa ninna nanna dal 1989 ad oggi! Persone ossessionate dal seguente pezzo che ha riempito le loro notti in casa.

Belle e gothic rock Prayers for rain e Disintegration, tristissima già dal titolo Homesick con una bella performance del tastierista Roger O'donnel.

Suoni simili avrà anche Bloodflowers con una citazione dovuta a The last day of summer, tastiera e chitarra acustica che dà grandi emozioni.

Che dire? Niente macchina del fumo niente faccie strane(quei tempi sono passati) ma tante emozioni non per forza di plastica ma sincere.

To be continued.............

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il doppio DVD concerto 'Trilogy' dei The Cure, focalizzandosi sulle tre opere Pornography, Disintegration e Bloodflowers. L'autore esalta l'intensità emotiva, le performance della band e l'atmosfera gotica creata durante il live al Tempodrom di Berlino. Vengono approfonditi i temi dei testi e la qualità musicale, evidenziando la sincerità dell'esibizione e le emozioni trasmesse.

Tracce testi video

02   If Only Tonight We Could Sleep (05:10)

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05   There Is No If… (05:33)

06   The Same Deep Water as You (09:14)

07   Where the Birds Always Sing (05:50)

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10   The Last Day of Summer (04:14)

11   Out of This World (07:29)

13   Fascination Street (05:19)

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14   One Hundred Years (08:46)

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16   Prayers for Rain (05:55)

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18   The Hanging Garden (04:35)

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20   Untitled (06:38)

21   A Strange Day (04:53)

23   The Loudest Sound (05:21)

25   Watching Me Fall (11:22)

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31   A Short Term Effect (04:20)

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The Cure

The Cure sono un gruppo musicale britannico formatosi nel 1978 e guidato da Robert Smith. Hanno influenzato profondamente la darkwave e la cultura alternativa con la loro capacità di passare dall’angoscia pura al pop più contagioso.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  Ashbringer83

 Quando le loro mani si separarono pensò “questo è il primo ballo che facciamo, ma non ce ne saranno altri, sarà l’ultimo ballo”.

 Se volete immergervi ancor più nel malinconico e disperato mondo descritto da Smith & Soci con quei tre capolavori, potete solo sedervi e godervi questo stupendo live.