Copertina di The Denison/Kimball Trio Walls In The City
Frankbat

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Per appassionati di jazz sperimentale, fan del post-rock, ascoltatori di musica strumentale e alternativo anni '90
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LA RECENSIONE

Nel 1994, Duane Denison, geniale chitarrista dei Jesus Lizard, fonda i Denison Kimball Three assieme a James Kimball, già artefice della sezione ritmica dei Mule.

La chitarra del primo e la batteria del secondo danno vita ad un jazz scarno, stridente, atonale. Le note abbozzano lo scenario di una città chiaroscurata dalle ombre degli edifici e dalle luci dei lampioni. In questo silenzio si muovono personaggi solitari, sospettosi e sospettabili, che paiono fuoriusciti dalla mente di un Raymond Chandler sotto acido.

“Prelude”, con i suoi ritmi cadenzati e le sonorità atonali ci introduce subito in un paesaggio da cinema impressionista. In “Cold Light Of Day” la luce del giorno arriva su ritmi scanzonati ma si tratta di una luce fredda, alterata da una chitarra raschiante. In “One If by the Land” seguiamo il suono dei campanelli in una marcia sonnambula. “Romantic Interlude” fa da pausa e sembra di ritrovarsi in "Fuori Orario" di Scorsese. a sorseggiare un whiskey in un bar semideserto, nella speranza di incontrare un'altra anima solitaria. Ma è solo un bluff, perchè, al momento di pagare, i conti sono separati. “Separate Checks” infatti velocizza il ritmo, quanto basta per farci uscire dal torpore. “Postlude”, forse la traccia più dissonante e distorta sembra anticipa di un anno le sonorità dei Friends of Dean Martinez. Infine “... Two if by Sea” che ci porta finalmente fuori città, dove finalmente è possibile sentire l'odore del mare. L'atmosfera onirica di quest'ultima traccia, non fosse per le sferzate swing della chitarra, potrebbe competere con quella di "Ocean Songs", il capolavoro dei Dirty Three.

"Wall in the City" è un'affresco di piccole storie, un gioiello strumentale nella musica degli anni '90. I Denison Kimball Trio sono gli artefici di un album narrativo, di un racconto fatto di soli suoni che mescola jazz, swing, blues non senza riferimenti alla musica d'avanguardia.

I Denison Kimball Trio sono gli anticipatori di un post-rock colto e, seguendo la scia di Laughing Stock dei Talk Talk, si pongono al fianco di band quali Bark Psychosis e June of 44.

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Riassunto del Bot

Walls In The City, album del 1994 firmato The Denison/Kimball Trio, è un viaggio sonoro che combina jazz atonale, blues e swing con atmosfere urbane inquietanti. Le tracce evocano immagini di città oscillanti tra luci e ombre, con una narrazione musicale ricca e suggestiva. L'opera si pone come precorritrice del post-rock colto, affiancandosi a band sperimentali di rilievo. Un gioiello strumentale che racconta storie senza parole, ideale per chi cerca un'esperienza musicale intensa e originale.

Tracce

01   Prelude (03:29)

02   Cold Light of Day (02:06)

03   Walk Away (04:21)

04   Reunion (01:27)

05   Harry's Theme (03:17)

06   One if by Land... (01:41)

07   Romantic Interlude (02:49)

08   Separate Checks (03:27)

09   Blue Corridor (00:51)

10   Postlude (04:19)

11   ...Two if by Sea (03:29)

The Denison/Kimball Trio

Gruppo strumentale guidato da Duane Denison (chitarra, noto per The Jesus Lizard) e James/Jim Kimball (batteria, già nella sezione ritmica dei Mule). Fondati nel 1994, noti per mescolare jazz scarno, atonalità e idiomi del post-rock.
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