Copertina di The Doors Live @ Amsterdam - September 15, 1968
LostJohnny

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan dei doors, cultori dei concerti storici, musicisti interessati a performance live alternative
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LA RECENSIONE

Da qualche tempo sembra essere di gran moda su DeBaser recensire i Live dei Doors: così facendo spesso vengono valutate prestazioni che nulla tolgono o aggiungono alla leggenda delle Porte della Percezione... eppure qualche live che meriti un minimo di attenzione da parte degli appassionati c'è.

Bella forza, direte voi: lo recensisci tu e quindi vale, il lavoro di un altro è una merdaccia. Malpensanti.

Ma andiamo con ordine. Qualche settimana addietro mi procurai il documentario in Inglese "Strange days", l'ennesima e superflua video-testimonianza che ripercorre la carriera dei Doors. Niente di trascendentale e di nuovo, per inciso, ma un estratto del documentario aveva colpito la mia attenzione. In uno stralcio di intervista a Grace Slick, la voce storica dei Jefferson Airplane racconta un aneddoto riguardante Morrison, occorso durante un concerto che coinvolgeva entrambe le band ad Amsterdam, nel '68.

Durante l'esibizione degli Aeroplani il nostro Jimbo, in preda alla droga e ai fumi dell'alcol, salì sul palco e si mise a danzare sulle note di Plastic Fantastic Lover, prima di svenire. Il frontman dei Doors venne dichiarato incapace di cantare quella sera ma i restanti Doors, dando prova di grande professionalità, decisero di esibirsi comunque, con Manzarek alla voce oltre che al fedelissimo combo-organ.

La Slick prosegue lodando la performance del tastierista e definendolo "un musicista straordinario". Da buon fan di Doors e Airplane, prendendo per buone le parole della bella Grace, decisi che dovevo recuperare il live in questione ed ascoltarlo.

Ed eccone qui la recensione:

La qualità audio è pessima, ma una cosa emerge lampante da un oceano di riverberi: una gran rabbia, o forse frustrazione. I Doors eseguono le loro canzoni con grande forza e vigore, e la voce calda di Manzarek, non troppo dissimile da quella di Morrison, si adatta bene ai brani classici del gruppo: Break on Through, Light My fire, Hello I love you e un medley Alabama song/Back Door man scorrono via senza mai incepparsi. Niente spazio alle esibizioni poetiche di Mr. Mojo Risin, qui a farla da padrone sono i sussurri della chitarra di Krieger e le urla lancinanti del Vox Continental di Manzarek.

La band, ridotta a tre soli membri, suona come se non avesse mai fatto diversamente, anzi con libertà e freschezza quasi inedite. Ciò questo fa riflettere su quanto potesse essere difficile avere a che fare quotidianamente con la genialità particolare di Morrison. Purtroppo come è noto, dopo la morte del Re Lucertola le tre Porte restanti non riusciranno a realizzare lavori al livello dei precedenti, facendo emergere il dubbio che il Genio superiore, il Quid, la Luce del gruppo risiedesse effettivamente nel solo Jimbo: eppure i Doors, quella sera, suonarono davvero alla grande dando prova della loro bravura, bravura rimasta per troppo tempo all'ombra del loro carismatico leader.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il live dei Doors ad Amsterdam del 1968, un'esibizione densa di emozioni dove la band affronta le difficoltà senza il carismatico Jim Morrison. La voce non convenzionale di Manzarek e la forza della band emergono nonostante una qualità audio scadente, dimostrando la loro professionalità e vigore.

The Doors

I Doors sono uno dei gruppi culto della musica rock: tra sensualità oscura, psichedelia e blues, hanno lasciato un segno indelebile dagli anni Sessanta a oggi. Guidati dal carisma iconico di Jim Morrison, sono noti per il loro sound unico e per l’influenza che vanno da club fumosi a platee sconfinate.
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