Copertina di The Eternals Heavy International
Andymonroe

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, amanti del reggae e della sperimentazione sonora, ascoltatori curiosi e aperti a nuovi mix di generi
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Immaginate di essere al  cinquantaduesimo piano di un grattacielo in Fulton Street, New York, e di affacciarvi dalla finestra un uggioso lunedì mattina e vedere Montego Bay, Jamaica.

Bene. Ascoltare "Heavy International", la nuova fatica di quei tre anonimi signori che usano farsi chiamare The Eternals, sortisce il medesimo effetto.

Nonostante sembra di sentire King Tubby alle prese coi Black Heart Procession o sua maestà James Brown che duetta col post-punk stonato ed allucinato del Pop Group il suono è estremamente compatto e per nulla dispersivo, perfetto nel suo incidere "sbilenco" e sperimentale. I The Eternals sanno unire reggae, dub, jazz, hip hop, elettronica povera e post-punk con precisione chirurgica, scrivendo canzoni uniche e, a dispetto dell'estrema varietà di suoni, mai troppo ingombranti.

"Heavy International" non è un disco per tutti ma, credetimi in parola, non è il solito album dove i musicisti si fanno le pippe sui loro strumenti e vendono il loro pressapochismo come avanguardia. Questo è cuore, passione, profondità applicata alla musica "di pancia" e non odiosa musica per studenti di filosofia/liceali sofisticati/musicisti ultratecnici.

Prendere o lasciare.

Io prendo.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione descrive Heavy International come un album unico che fonde con maestria reggae, dub, jazz, hip hop e post-punk, creando un suono compatto e originale. L'opera è caratterizzata da passione e profondità, lontana da tecnicismi vuoti e sviluppi sperimentali senza cuore. È un disco di pancia, volto a chi cerca musica autentica e diversa.

Tracce video

01   The Mix Is So Bizarre (04:16)

02   Astra 3B (04:43)

03   Patch of Blue (05:12)

04   Beware the Swordbat (05:56)

05   Remove Ya (06:12)

06   Feed the Youth (Stage a Coup) (02:40)

07   Heavy International (05:59)

08   Crime (07:57)

09   The Origin of the Heatray (03:29)

10   Too Many People (Do the Wrong Thing) (04:56)

11   It Is Later Than You Think (02:18)

12   Scorpion (01:46)

13   M.O.A.B. (04:34)

The Eternals

Nelle recensioni su DeBaser The Eternals sono descritti come un gruppo di Chicago che fonde reggae, dub, funk, hip hop, jazz ed elementi post‑punk; il suono è definito sperimentale ma compatto, con basso e tastiere in primo piano. In una recensione sono chiamati "tre anonimi signori".
02 Recensioni