Copertina di The Flying Luttenbachers Destroy All Music
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Per appassionati di jazz sperimentale, amanti della musica noise e free jazz, cultori di sonorità estreme e innovative
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LA RECENSIONE

OK, basta con le lagna-ballads, ora vi propongo un bell'album "off". I Flying Luttenbachers sono un power trio (ultra-batteria, chitarra e sassofono) che fanno death-jazz, una monnezza debitrice, almeno concettualmente, ai Naked City di John Zorn, con ritmi, di solito, acceleratissimi e un suono free in cui è spesso in primo piano un sax starnazzante.

Insomma, immaginate di stare sul cesso e di venir risucchiati dallo scarico... immaginate di finire in un melmoso fiume in piena e lo scenario comincerà ad essere consono alla musica in questione.
Aggrappati alla camera d'aria di un copertone cominciate a essere trascinati da questo sound-corrente scuro e impetuoso: spesso la corrente accelera e cogliete poco di quello che vi sta intorno, dei detriti (musicali) che vengono trascinati con voi; a volte più evidenti sono delle impennate di sax-tronchi di legno che emergono e riaffondano nell'acqua fangosa ('Fist Through Glass'). Confusi, vi capita di giungere in slarghi un po' più quieti, dove la vostra attenzione viene attratta da frasi di chitarra-latte di plastica e monnezza varia che si bloccano su un pilone di un ponte, la tensione aumenta con l'ammucchiarsi di roba (la chitarra guaisce), fino a che la corrente non ha la meglio e sblocca l'ingorgo ('Sparrow's Thin Act').
Sulle rive campeggiano degli zingari che arrostiscono chissà cosa sui loro barbecue ('Splurge'), più in là dei cani vi abbaiano e ululano dietro, come ad una macchina che corre di notte.

Compagno del vostro epico viaggio è, per un po', il cadavere di un musicista funk ('Verlaug aus den Turbo-Scratcher'); del resto, se il fiume è il Volturno, è possibile che stiano ammazzando qualcuno non lontano dalla riva, per poi sotterrare il corpo in qualche pineta cimitero della camorra ('The Necessary Impossibility of Determinism'). A questo punto, tra loschi uomini maturi colti in atti impuri ('Tiamat en Arc'), siete giunti alla foce e potete prendere un pullman che vi riporti a casa, non importa nemmeno darsi una ripulita, tanto, al limite, il controllore avrà da litigare con il contingente di mignotte africane, che odia.
Siete giunti alla fine del vostro excursus conradiano in reverse: se non vi basta ritirate lo scarico...

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Destroy All Music' dei The Flying Luttenbachers come un viaggio sonoro intenso tra death-jazz e free jazz, caratterizzato da un sax aggressivo, ritmi velocissimi e atmosfere cupe e tumultuose. L'ascolto è paragonato a un'esperienza immersiva e caotica, simile a un rapido flusso d'acqua che trasporta l'ascoltatore attraverso paesaggi sonori intricati e potenti. L'album è apprezzato per la sua capacità di coinvolgere emotivamente e per la sua originale fusione di noise, jazz e sperimentazione.

Tracce video

01   Demonic Velocities / 20,000,000 Volts (03:49)

02   Fist Through Glass (94a) (03:27)

03   Sparrow's Thin Ict (01:32)

04   Splürge (05:26)

05   (In Progress...) (03:33)

06   Verlag Aus Den 'turbo Scratcher(r)' (05:38)

07   The Necessary Impossibility of Determinism (04:46)

08   Dance of the Lonely Hyenas (04:33)

09   Tiamat En Arc (03:46)

10   Final Variation on a Theme Entitled 'attack Sequence' (02:49)

The Flying Luttenbachers

The Flying Luttenbachers sono un ensemble guidato da Weasel Walter, noto per un suono che fonde free jazz e noise estremo. Le recensioni descrivono spesso la formazione come un trio strumentale (batteria, chitarra, sassofono) dal carattere abrasivo e caotico.
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