Copertina di The Glove Blue Sunshine
Mariaelena

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan di the cure e siouxsie and the banshees, cultori degli anni '80, amanti di sonorità sperimentali e dark.
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LA RECENSIONE

… … … Impossibile da dimenticare … … 

Siamo nel 1983, Robert Smith (The Cure) e Steve Severin (Siouxsie and the Banshees) sotto il nome dei GLOVE decidono di realizzare un progetto dando il nome a questa unica creatura venuta alla luce… . “Blue Sunshine”, anche perché Robert era legato alla casa discografica che gli impediva di poter cantare concretamente con una band diversa dai The Cure, ma la cosa fu fatta egualmente, così era e così fu!. Robert comparirà come voce, soltanto in due brani, “Mr. Alphabet Says” (uno dei più belli dell’Album) e “Perfect Murder” e a lui fu affidata produzione, direzione e la mitica Guitar, a Steve il resto, nonché anch’esso arrangiamenti, produzione e direzione, per quanto riguarda il ruolo di voce femminile per tutti gli altri brani, fu affidato a Jeanette Landray (ballerina e cantante improvvisata - che manica di pazzi scatenati, ma grandi). Ottimo è anche il brano “Sex Eye Make Up” . Vi direte ma che razza di Album è questo? La risposta … .

E’ un incubo, difficile da recensire, da ascoltare da interpretare, etc etc, ma credetemi, ne vale la pena, non potevo lasciarlo nell’ombra dei ricordi. E’ un Album dark-pichedelico, quando lo ascolti, senza sapere nè trama nè motivo, percepisci subito, una sorta di inquietudine e di disperazione voluta e arrecata volontariamente, più semplicemente inflitta con specifica intenzione, cioè il dolore per volontà, con tanto di ironia di sorte, sottolineata. E’ inquietante e angosciante, ma è così calibrato e trascinante che, una volta ascoltato e riascoltato e riascoltato di nuovo, mette in evidenza questa parentesi di esperienza voluta da Robert e Steve, che da esperimento iniziale, porterà a un risultato, direi sorprendente, un lento, ipnotico, trascendentale, un eros soffocato dal pathos, un calderone infernale in un oblio più totale, il vero inferno, o purgatorio Dantesco.

Entrambi esplorano questo mondo eclèttico, comunque a loro misterioso, per quello che riguardava le presenti linee Cure o Siouxie, ma se conoscente i due generi e li amalgamate, pensate che esplosione poteva venirne fuori. I testi ne riassumono i contenuti, infatti in questo incubo si parla di orge, sesso, droga lsd, morte, delitti, funerali, paranoia, che loro stessi dicono di aver attraversato abusandone (non faccio fatica a crederci). Album pieno di tamburi, sintetizzatori, percussioni elettroniche, tastiere e chitarre, molto strumentali, tutti calibrati con intelligenza che genera un insieme, sembra assurdo dirlo, ma piacevole. Negli anni ’80 è vero che è nato di ogni, ma questo Album è stato scioccante!. Il risultato può essere difficile da valutare, ma se si è masticato molto di questi gruppi e se ne conosce l’entità di origine, allora si può dire che questa parentesi è stata forte!

Due grandi artisti hanno esplorato zone inesplorate mettendo a nudo la loro schizofrenia più nascosta, si sono divertiti!, prima di rientrare nei loro rispettivi mitici gruppi. E la curiosità, diventa desiderio di ascolto … …

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Riassunto del Bot

Blue Sunshine, unico progetto di The Glove nato nel 1983 da Robert Smith e Steve Severin, è un album dark-psichedelico denso di inquietudine e sperimentazione sonora. La voce femminile di Jeanette Landray aggiunge un tocco insolito a un disco che esplora temi quali droga, morte e paranoia con intelligenza e intensità. Un'esperienza musicale difficile ma affascinante, che coinvolge e affascina gli appassionati di musica alternativa degli anni '80.

The Glove

Progetto collaterale britannico formato da Robert Smith (The Cure) e Steven Severin (Siouxsie and the Banshees), noto per l'album Blue Sunshine (1983) con la vocalist Jeanette Landray e la partecipazione di Andy Anderson e The Venomettes.
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Di  Algeone

 Blue Sunshine tutto ha tranne la volontà di uniformarsi alle logiche esistenzialiste del filone dark.

 Un disco di culto tra gli estimatori della new wave di nicchia, che rilegge con libertà una pagina importante di cultura urbana.