Copertina di The Godz Contact High With The Godz
donquixote

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Per appassionati di garage rock, collezionisti di musica vintage, cultori di musica sperimentale e storici del rock anni 60
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LA RECENSIONE

Quando i Godz decisero di registrare questo album probabilmente non avevano mai toccato i propri strumenti prima di allora, infatti furono bollati ripetutamente come "la peggior band della storia"!

Molti potrebbero tutt'oggi concordare con questa opinione se non si tiene conto dell'enorme influenza che l'album ha avuto sulla musica rock. Ma non è solo questo: siamo nel 1966 a New York e nello stesso periodo muovevano i primi passi (nella stessa città) i Velvet Underground. Con la band di Lou Reed i Godz condividevano il gusto per il minimalismo, con l'unica differenza che se i primi avevano un approccio più intellettuale con la "materia rock" (e sapevano suonare) questi ultimi erano totalmente naif, un'urgenza "testosteronica" piuttosto che cerebrale. Da questo punto di vista i Godz potrebbero essere accostati più facilmente agli Stooges, ma anche in questo caso il paragone non ci sta tutto.

"Contact High" possiede la grinta di chi ha cominciato a suonare da poco, condita di frustrazione adolescenziale, gusto per il cazzeggio e goliardia tipica dei freak del periodo: è un esempio di "decostruzione quasi involontaria", anticipando un po' anche le follie di "Trout Mask Replica": basta ascoltare "Squeak", una jam compresa di violino; naturalmente Larry Kessler non è un John Cale non avendo mai preso lezioni in vita sua (anzi, non avendo mai suonato), ma l'approccio verso lo strumento fa pensare ad un qualcosa di straordinario se si pensa alla forza che sprigionano quelle note stonate, unite alle percussioni di Thornton (che talvolta rammenta la Tucker). Percorrendo i vari brani dell'album talvolta si nota che la chitarra è addirittura scordata, suonata in maniera grezza e primordiale: quasi come se McCarthy (cantante e leader) stesse zappando su quei due-tre accordi che compongono le varie canzoni. I testi, tra l'altro, sono perlopiù demenziali, e l'armonica sembra scimmiottare Bob Dylan in più di qualche occasione, tant'è che talvolta pare di essere di fronte ad un folk bizzarro.

Insomma, chiunque avrebbe potuto fare la stessa cosa, ma poi in realtà non è neanche vero: chi avrebbe mai le palle di suonare così in uno studio di registrazione? C'è da considerare che l'ESP (abbreviazione di "lingua esperanto", uno strano linguaggio che avrebbe unito le popolazioni del mondo) aveva avuto già a che fare con l'avanguardia, producendo fra gli altri Albert Ayler e Pharoah Sanders. Ad ogni modo "Contact High" è uno dei più originali album di garage e tra le altre cose una dimostrazione di coraggio e di personalità, che va al di fuori delle pose da rock star.

In una sola frase: è la quintessenza del primitivismo, e questo basta per annoverarlo tra gli album più influenti per le generazioni future.

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Riassunto del Bot

Il primo album dei The Godz, 'Contact High', nasce dal primitivismo e dalla grinta di musicisti alle prime armi nel 1966 a New York. Nonostante la critica lo abbia definito la 'peggior band della storia', l'opera si rivela un caposaldo del garage rock per la sua autenticità e forza grezza. La band si distingue per un approccio minimale e impulsivo che ha anticipato molte tendenze future, incarnando un coraggio e una personalità fuori dagli schemi tradizionali.

Tracce video

01   White Cat Heat (02:11)

02   Turn On (04:21)

03   Na Na Naa (02:58)

04   Eleven (03:56)

05   1+1=? (02:39)

06   Lay in the Sun (02:57)

07   Squeak (02:54)

08   Godz (01:26)

09   May You Never Be Alone Like Me (01:34)

The Godz

Gruppo underground statunitense originario di New York City, attivo negli anni '60. Membri citati nelle recensioni: Jim McCarthy, Larry Kessler, Paul Thornton e Jay Dillon.
02 Recensioni