Copertina di Human League Travelogue
Mike76

• Voto:

Per appassionati di synthpop, fan dei human league, estimatori della musica elettronica degli anni '80, critici musicali, collezionisti di album storici
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LA RECENSIONE

Dopo il capolavoro “Reproduction” ci si aspettava davvero di più dagli Human League che invece, a nemmeno un anno di distanza, tirano fuori dal cilindro un album come che stà giusto a metà strada tra il suo illustre predecessore e l’onesto pop di “Dare!” senza sapere bene da che parte stare. Si tratta infatti di un lavoro che non è né carne né pesce né sperimentale né pop ma una confusa via di mezzo.

Simbolo di tale regressione è il brano “Being boiled”, tanto splendidamente essenziale ed austero nella versione apparsa su singolo, quanto appesantito e inutilmente sovra-prodotto nella versione presente in quest’album infestata da effetti sonori e arrangiamenti gratuiti.
Le brutte sorprese non finiscono però qui, ma con le mediocri melodie e la sopraccitata discutibile produzione di “Only after dark”, “Crow and a baby”, “The touchables”, “Gordon’s gin” e “W.X.J.L. tonight”, “Marianne”, “Boys and girls”, “Cruel” e la pessima sperimentazione senza capo nè coda di “Dreams of leaving”.
Gli unici motivi d’interesse dell’album sono rappresentati da “The black hit of space”, piccolo capolavoro fantascientifico all’altezza dei brani di “Reproduction”, gli strumentali “Dancevision” e “Tom Baker” e la curiosa doppia cover in medley “Rock’n’roll/Night clubbing” nella cui prima parte c’è una divertente rilettura del brano di Gary Glitter e nella seconda un’interpretazione di un pezzo di Iggy Pop della quale i Depeche Mode negli anni novanta faranno tesoro.
Non bastano però alcuni validi episodi a salvare un album poco convinto come questo.

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Riassunto del Bot

Travelogue dei Human League è un album che non riesce a decidere il proprio percorso musicale, oscillando tra sperimentazione e pop senza trovare equilibrio. Molti brani risultano sovra-prodotto o mediocri, con poche tracce degne di nota che cercano di salvare il disco. Il lavoro mostra una regressione rispetto al precedente Reproduction, deludendo le aspettative del pubblico.

Tracce testi video

01   The Black Hit of Space (04:14)

Leggi il testo

03   Life Kills (03:10)

04   Dreams of Leaving (05:55)

10   WXJL Tonight (04:46)

The Human League

Gruppo synth-pop inglese nato a Sheffield nel 1977. Dopo gli esordi elettronici con Reproduction e Travelogue, raggiunge il successo internazionale con Dare (1981) e il singolo “Don’t You Want Me”. Seguono altri hit tra cui “Mirror Man”, “(Keep Feeling) Fascination”, “Human” e “Tell Me When”.
05 Recensioni

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