Copertina di John Butler Trio Sunrise Over Sea
Surferkangaroo

• Voto:

Per appassionati di chitarra acustica, amanti del country-blues-rock, fan della musica alternativa e della scena australiana
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LA RECENSIONE

Il country!

Non ho mai accettato di amare il country ma probabilmente, nel mio inconscio, lo adoro profondamente. L’effetto che una chitarra slide, suonata con un un ditale rogorosamente di vetro, ha sul mio cervello è pressochè “orgasmico”.

Quelle note connesse senza una pausa, le ottave che risultano riconoscibili solo ad un ascolto microscopico ma che si perdono nella macroscopicità della melodia, il suono del metallo: puro,  maltrattato, saturo. Caratteristiche e piccolezze che adoro e che mi piace ascoltare fino all nausea, finchè non riesco a riprodurre quel dannato assolo con il solo aiuto della mia mente.

John Butler è uno che sa come si suona con lo slide e lo fa con un personalità incredibile, senza mai tuffarsi nel country puro ma navigando all’interno di un quadrato che ha come lati country, pop, blues e rock. È australiano e la sua musica, o meglio quella del suo trio sa di rosso. Ha il sapore del deserto australiano, sa di sabbia e rocce, di digeridoo ed esili arbusti. È cresciuto come musicista di strada sui marciapiedi australiani, suonando chitarre malconcie comprate con gli spiccioli rimedati nelle serate ed ha auto-evoluto la sua tecnica per numerosi anni prima di essere conosciuto dal grande pubblico.

In questo album, così come nei precedenti, è la sua chitarra a farla da padrone, a dominare, a dare quel colore ad un album che altrimenti saprebbe di poco. “Treat yo mama” è l’inizio migliore che l’australiano potesse trovare: intro con slide in saturazione seguito da 5 minuti di cantato-parlato ad accompagnare le sue dita che maltrattano la una mal(ben)capitata chitarra acustica.

L’album prosegue tra alti e bassi, alti dati dal talento di John e bassi dati dalla presenza di alcune canzoni riempitive che non permettono all’album di fare quel salto di qualità che è probabilmente nelle possibilià del trio. Alcune ballate sono scontate, prive di mordente, si trascinano per alcuni minuti senza lasciar nulla dietro di sè. Ma è quando il ritmo si fa incalzante che il livello risale, quando i piatti iniziano a friggere, i tempi a dilatarsi esponenzialmente come in “sometimes”. È quando le mani iniziano a lavorare veloci su drumset e basso che John trova la sua esaltazione estatica straziando i sei fili metallici, stordendoli, stuprandoli accarezzandoli, donando ai nostri nostri esili timpani sensazioni di puro nirvana musicale.

L’andamento sinusoidale dell’intero lavoro non permette di dare un giudizio completamente positivo ma allo stesso tempo, i picchi raggiunti in alcuni momenti rendono un’idea delle possibilità del trio. Un’album da ascoltare, da “potare” adeguatamente, tralasciando il futile e facendo propria la parte migliore di esso.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la padronanza tecnica e l’espressività di John Butler nel suo album Sunrise Over Sea, sottolineando i momenti di grande impatto e alcune tracce meno riuscite. Il sound è definito da una miscela di country, blues e rock con un forte carattere australiano. Nonostante qualche pezzo filler, l’album offre alti di grande intensità che rendono l’ascolto interessante e coinvolgente.

Tracce testi video

01   Treat Yo Mama (04:51)

02   Peaches & Cream (06:47)

03   Company Sin (04:39)

04   What You Want (05:21)

05   Damned to Hell (01:47)

08   Seeing Angels (06:13)

09   There'll Come a Time (03:34)

13   Sometimes (11:04)

14   Somethings Gotta Give (10:13)

The John Butler Trio

The John Butler Trio è una band australiana fondata a Fremantle nel 1998 dal chitarrista e cantante John Butler. È nota per il fingerpicking, l’uso dello slide e un sound che fonde folk, rock, reggae e blues. Tra i lavori più noti: Three, Sunrise Over Sea, Grand National, April Uprising, Flesh & Blood e Home; singoli celebri includono Zebra, Better Than, Funky Tonight e Used to Get High.
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