Copertina di The Police Live!
claudio carpentieri

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan dei the police, collezionisti di album live, amanti della musica anni '70 e '80
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LA RECENSIONE

A causa di quell'istintivo trasporto che il mondo della musica riesce ad esercitare nei miei confronti (e di tanti altri che leggono, suppongo), spesso mi sono trovato di fronte ad un grande dilemma: 1) assistere (impassibili!?) alla pubblicazione "oltre tempo" di dischi che si è sempre desiderato possedere? 2) rimanere con il dubbio di come questi dischi sarebbero potuti essere? Personalmente, credo fermamente nella prima alternativa, perciò, vedere, acquistare e valutare con obiettività penso rimanga la miglior soluzione. L'uscita di 'Live!' potrebbe rientrare in questa casistica, considerato il fatto di essere stato realizzato a più di due lustri dallo scioglimento di uno dei gruppi più amati di sempre.

Il lavoro che ci troviamo ad ascoltare consta di due cds; il primo show che ha avuto luogo nel Massachussets è datato 1979, ed è tratto da una trasmissione radiofonica andata in onda durante lo stesso anno, mentre il secondo dischetto riproduce il concerto di Atlanta del 1983, che può essere stato già assaporato dai seguaci di lunga data, attraverso una Vhs pubblicata alcuni anni dopo la fine del gruppo.

La registrazione dello spettacolo tenuto all'Orpheum di Boston raccoglie ben 15 pezzi. Circa un'ora di show, che naturalmente non rifletteva la reale durata dei concerti tenuti in quel periodo dai The Police, fermo restando che gli highlights ci sono tutti più diverse piacevoli sorprese, visto che la miniera inesauribile da cui attingere, era rappresentata prevalentemente dai primi due ineguagliabili capitoli. Dall'opener "Next To You", che si presenta grintosa e nevrotica quanto idonea ed ineccepibile per dare il benvenuto ai propri fans, passando per la schietta "Truth Hits Everybody" fino ad arrivare a quei due pezzi di storia chiamati "Walking On The Moon" e "Message In A Bottle" che ai soli accenni delle rispettive introduzioni, ci regalano incontrollate ed insopprimibili emozioni che sembravano oramai relegate a sostare nello scrigno dei ricordi. Un piacere estatico può essere raggiunto nel sentire le ibride schitarrate di "Penauts" e "Born In The 50's", che hanno sempre rappresentato quel personale e perfetto "melting pot" tra il punk e il rock garantendo l'accesso della band a quei circuiti meno avvezzi a suoni meticci.

Un altro lato meno conosciuto dei tre policemen e che quì viene visibilmente messo in mostra, è sicuramente la capacità di jammare e filtrare sapori tribali con sperimentazioni strumentali di cui "The Bed's Too Big Without You" ne è un esempio, così come l'esecuzione del magnifico esordio discografico del maggio 1977 a nome "Fall Out", e il ripescaggio della b-side di "Message In A Bottle" dal titolo "Landlord", ci fanno dono di una lato della carriera artistica di questo gruppo, che a molti farà sicuramente piacere conoscere. Un'esibizione credibile e genuina capace di catturare un gruppo nel pieno della forma, raffigurante una perfetta sintesi di una promettente band in possesso di quell'attitudine e competenza necessari per guadagnare un posto tra i gruppi "di sempre".

Di taglio totalmente differente è il secondo cd, che ci mostra una band all'apice del successo, che intraprende (quasi) consapevolmente l'ultima tournèe della propria carriera dando il meglio di sè stessa senza mai risparmiarsi, ma fornendo uno spettacolo sempre all'altezza delle aspettative dei suoi estimatori. Il tour in questione che tocca Atlanta a meno di quattro mesi dalla pubblicazione di "Synchronicity", predilige l'ultimo lavoro da cui è possibile ascoltare brani come "Synchronicity II", "Walking In Your Footsteps", l'hit-single "Every Breath You Take" - che godranno di un'impressionante heavy rotation con i rispettivi in videoclips -, nonchè l'apertura lasciata propriamente a "Synchroncity I" pur sè deprivata dell'intro di "Voices Inside My Head" che serviva all'audience e alla band per riscaldare l'atmosfera, con uno dei chorus più azzeccati della loro discografia. A ricordarci che il trio ineccepibile che ci troviamo davanti ha avuto anche un passato, ci sono l'indimenticabile vigore di "Don't Stand So Close To Me", come la spassosa "De Do Do Do, De Da Da Da" e l'avvincente bellezza senza tempo di "Message In A Bottle". La capacità di rapire definitivamente l'ascoltatore è sicuramente lasciata a quell'eccezionale tripletta (la cui successione rispecchia la cronologica pubblicazione dei rispettivi 45rpm) che vede susseguirsi l'immortale "Roxanne" la seminale "Can't Stand Losing You" (in simbiosi con "Reggatta De Blanc") e "So Lonely" in una long-version davvero sfolgorante.

La differenza più evidente tra i due shows stà nel fatto che nel primo compact disc abbiamo a che fare con un gruppo che per quanto sia ad inizio carriera, dimostra competenza compositiva e capacità tecnica di esecuzione davvero eccellenti, dando priorità assoluta a ritmi e suoni volutamente più aggressivi, che nel secondo cd vengono a moderarsi a vantaggio di una maggior ricercatezza nello stile e nella produzione, caratterizzanti la fase finale del percorso evolutivo del gruppo che (forse) più di tutti ha messo d'accordo fans di differente estrazione musicale. Questa doppia confezione va considerata come un ottimo sunto di una band dal suono inconfondibile, affermatasi attraverso cinque capitoli musicali sempre caratterizzati da una forte individualità, che nulla ha mai tolto a quell'irresistibile miscela di melodie e sonorità , che li ha fatti sempre distinguere dai loro contemporanei partners di Hit-Parade e non.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Live!', doppio album dal vivo dei The Police che raccoglie due concerti storici del 1979 e 1983. Vengono evidenziate la crescita tecnica e stilistica della band, la grinta dei brani iniziali e la raffinata produzione della fase finale. L'opera è descritta come un ottimo riassunto della carriera di un gruppo che ha segnato la musica rock con la sua originalità e capacità di emozionare.

Tracce testi video

03   Truth Hits Everybody (02:35)

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04   Walking on the Moon (05:01)

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07   Bring on the Night (05:18)

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08   Message in a Bottle (04:29)

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09   The Bed's Too Big Without You (08:53)

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12   Can't Stand Losing You (07:56)

14   Born in the 50's (04:20)

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15   Be My Girl / Sally (04:51)

The Police

The Police sono un trio britannico formato da Sting (voce, basso), Andy Summers (chitarra) e Stewart Copeland (batteria). Attivi tra la fine degli anni '70 e la metà degli '80, sono celebri per la loro miscela di rock, reggae, pop e punk, per le innovazioni ritmiche di Copeland, la voce inconfondibile di Sting e le atmosfere chitarristiche di Summers. La loro parabola comprende successi planetari, litigi mitologici, reunion miliardarie… e un impatto colossale sulla storia della musica moderna.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  fabioz

 Il terzetto al top in un concerto davanti a 70000 persone deliranti, con una produzione e amplificazione perfetta.

 La formidabile miscela che riuscirono a tirare fuori sti 3 è diventato un sound classico che nessuno a seguire è riuscito a riproporre.