Copertina di The Police Outlandos D'Amour
Rax

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Per appassionati di musica punk e pop, fan dei police, cultori di classici rock, giovani curiosi di sonorità anni '70
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LA RECENSIONE

Quando uscì, nel 1978, venne stroncato in vari modi: "grezzo", "dischetto", "poca roba". Anche Copeland lo ha denigrato con affetto, come si vede nel VHS "The Police: the Video": "All'inizio le nostre canzoni erano trucchi di due accordi".

Pur rispettando l'opinione del grande batterista, giudicare "Outlandos" dal punto di vista tecnico non è l'approccio giusto. La forza e l'impatto emozionale di questo "dischetto" sono assolutamente devastanti. Poco importa il numero di accordi, davanti a brani che, volenti o nolenti, rimangono nella testa dopo averli ascoltati la prima volta. Dal punto di vista della "memorabilità", "Outlandos" ha davvero qualcosa di miracoloso.

Le canzoni di quest'album hanno quasi tutte la stessa struttura. Furia punk (movimento al quale i Police furono sempre debitori) immersa in splendide melodie Pop (davvero degne dei Beatles e dei REM) che la voce tendente al falsetto di Sting rende ancora più belle - per molti più brutte a dire il vero -,  chitarra che fa da supporto quanto serve con geniali contrappunti, batteria fantasiosa, crescendo esplosivo prima di un ritornello memorabile che ripete il titolo del brano. "Canzonette". Sì, ma avercene di canzonette così oggi: "Roxanne" (che se fosse stata pubblicata tre anni prima, avrebbe senz'altro fatto parte della colonna sonora di "Taxi Driver", perché sembra proprio di sentire Travis che cerca di redimere Iris), "Can't Stand Losing You" (con un bel cambio prima del ritornello), "Born in the 50s" (con uno Sting davvero in spolvero), "Truth Hits Everybody" (tra le più sottovalutate del repertorio), "Next to You" (un intro perfetto), "Peanuts".

Su tutte, svetta il capolavoro: "So Lonely", un mix di reggae che ruba gli accordi a "No Woman, No Cry" (come Sting ha confessato in un'intervista), e punk, nobilitato dai contrappunti psichedelici di Summers e chiuso dall'urlo da brividi di Sting (che canta una storia personale), completato dal meraviglioso assolo di batteria di Copeland. Un finale che non ci si stanca mai di ascoltare - e di suonare. Poteva essere il gran finale del disco. I Police se ne accorgeranno con gli anni, quando diventerà il gran finale dei loro concerti.

"Hole in My Life" - forse il brano di maggiore spessore, visto il testo intimista e disperato - non ha l'impatto dei precedenti. Ma nella versione live, dove i poliziotti avevano davvero pochi rivali (andate a vedere il "Synchronicity Concert"), il brano nasceva a vita nuova e diventava un gioiellino.

Non tutto è oro ovviamente: "Be My Girl - Sally" (dedicata ad ... una bambola gonfiabile) se la potevano risparmiare. Il brano finale "Masoko Tanga" è una jam session tremendamente noiosa, un pezzo che stona così tanto nell'album da sembrare formaggio sopra il pesce.

Il disco è una frustata. Per questa energia doveva chiamarsi "Police Brutality". Poi si decise di chiamarlo "Outlandos", mix delle parole "Outlaw - Commandos" (commando fuorilegge). Ovviamente "Dell'amore". Un modo perfetto per apparire, contemporaneamente, punk e bravi ragazzi. Sono stati furbetti, ma li perdoniamo.

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Riassunto del Bot

Outlandos D'Amour, il primo album dei Police, fu inizialmente criticato per la sua semplicità tecnica, ma oggi si riconosce la sua forza emozionale e la capacità di creare melodie indimenticabili. La fusione di punk e pop, arricchita dalla particolare voce di Sting e dalla batteria di Copeland, rende il disco un classico ancora amato. Brani come "So Lonely" e "Roxanne" sono veri capolavori, sebbene qualche traccia risulti meno riuscita. Un album che continua a sorprendere per energia e memorabilità.

Tracce testi video

The Police

The Police sono un trio britannico formato da Sting (voce, basso), Andy Summers (chitarra) e Stewart Copeland (batteria). Attivi tra la fine degli anni '70 e la metà degli '80, sono celebri per la loro miscela di rock, reggae, pop e punk, per le innovazioni ritmiche di Copeland, la voce inconfondibile di Sting e le atmosfere chitarristiche di Summers. La loro parabola comprende successi planetari, litigi mitologici, reunion miliardarie… e un impatto colossale sulla storia della musica moderna.
35 Recensioni

Altre recensioni

Di  MrSalzano

 "Roxanne, non devi accendere sopra di te la luce rossa... Non devi vendere il tuo corpo la notte."

 In piena bufera Punk ecco un lento morbido e melodico (ritmicamente si tratta proprio di un tango(!)) che diventa un inaspettato successo.


Di  VIOLATOR 88

 È proprio tale fatto, la superiorità tecnica da parte dei tre “poliziotti” rispetto ad altri della nidiata post-punk e il suo impiego nel rinnovare la forma-canzone con inserzioni di altri generi, unito all’eccelsa capacità melodica di Sting, che costituirà la loro fortuna gi à a partire da quest’opera.

 Un lavoro ibrido, che utilizza ancora stilemi di matrice punk, ma che contiene in sé già i germi reggae che caratterizzeranno il successivo Reggatta De Blanc.


Di  claudio carpentieri

 Un album che ha tutte le carte in tavola per essere considerato un regale portagioie sia per la presenza di brani validi sia per quella creativa e fantasiosa maniera di fare musica.

 Rappresenta un precursore innovativo del periodo New Wave, mescolando sonorità punk, reggae e rock che sembravano dover vivere disgiunti sino ad allora.