Copertina di The Residents Eskimo
mayhem

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Per appassionati di musica alternativa e sperimentale, cultori dell'ambient, amanti degli anni '70 e concept album, ascoltatori in cerca di esperienze sonore uniche e non commerciali.
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LA RECENSIONE

Quello che vado a recensire è uno dei capisaldi dell'ambient di tutti i tempi: i Residents forniscono il suono più mistico, oscuro, delirante e anti-commerciale che sappiate immaginare. Parlare di "antìtesi del rock" forse diventa necessario: infatti, qui non esiste melodia, strofa, cantato, assoli. Esiste follia, improvvisazione, isteria, cori monotòni, strumenti mai sentiti prima, dissonanze. C'è sintesi, minimalismo estremo, forse ermetismo. E scusate se è poco...

Precisazione: esiste una versione del CD con 4 brani in più, io possiedo quello con "sole" 6 tracce: se qualcuno vuole prendersi la briga di recensire anche l'altro... Si tratta di un concept album, che si lega in qualche modo al pensiero di un fantomatico guru del tempo (che alcuni identificherebbero con Captain Beefheart travestito!): egli riteneva che la società moderna lobotomizza i nostri cervelli, mediante il consumismo e l'alienazione. L'unico modo per ragionare, allora, è quello di sfruttare il freddo gelido che madre natura ci ha fornito: quello del Polo Nord. È noto, infatti, che similmente ad un circuito elettrico, il rendimento è migliore a temperature più basse. È necessario che io faccia queste precisazioni, in quanto la loro mancanza ci impedirebbe di comprendere appieno questo capolavoro nel suo contesto (ricordiamo che siamo negli anni '70). Lontani da qualunque stilema commerciale, da qualunque "orecchiabilità", da ogni schema prestabilito: questo può essere un modo di descrivere la loro musica, fatta di suoni dissonanti, grida isteriche. E di alcuni momenti veramente coinvolgenti, agghiaccianti, quantomeno curiosi. Sentirete canti sgraziati, sinfonie al limite del folle...

Impossibile descrivere singolarmente i brani, è un CD che va ascoltato così com'è, dall'inizio alla fine. E senza alzare troppo il volume, altrimenti è la volta buona che qualcuno vi manda la polizia a casa... Mi permetto di segnalare solamente "The Festival of Death", il brano migliore del disco. E se all'inizio "Eskimo" vi sembrerà incomprensibile, pesante, noioso, dopo qualche ascolto non potrete che apprezzarlo in pieno... buon ascolto.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia Eskimo dei The Residents come un capolavoro dell'ambient e della musica sperimentale. L'album rompe con ogni schema convenzionale, proponendo un suono oscuro e minimalista, denso di dissonanze e improvvisazioni. È un concept album dagli anni '70 che riflette sul consumismo e sull'alienazione tramite un'ambientazione polare. Consigliato ad ascolti attenti e ripetuti per apprezzarne la profondità.

Tracce testi video

01   The Walrus Hunt (04:01)

04   The Angry Angakok (05:20)

05   A Spirit Steals a Child (08:43)

Leggi il testo

06   The Festival of Death (10:29)

The Residents

Collettivo musicale statunitense nato in Louisiana e di stanza a San Francisco, celebre per l’anonimato (maschere a bulbo oculare), la Theory of Obscurity e un’estetica multimediale. Dalla fondazione della Ralph Records ai concept iconoclasti, hanno ridefinito i confini tra pop, sperimentazione elettronica e musica concreta.
16 Recensioni

Altre recensioni

Di  SyrMerr

 "Eskimo è un album da vivere più che da ascoltare, un’opera unica nel suo genere."

 "Quest'album ridefinisce totalmente il confine tra musica e ciò che non può essere definita come tale."