Copertina di Rolling Stones Aftermath
sonic80

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Per appassionati di musica rock, fan dei rolling stones, amanti degli album storici anni '60, studenti di musica e storia del rock.
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LA RECENSIONE

Non nascondo di avere una certa invidia per tutti coloro che sono nati nella seconda metà degli anni '40. 

Il motivo? Beh, semplice: avrei avuto più o meno vent'anni quando nei negozi di musica usciva un capolavoro dietro l'altro. E un capolavoro è "Aftermath", un album fondamentale per più ragioni. Innanzitutto perchè rivela definitivamente le qualità di Jagger e Richards non solo come performers ma anche come autori di canzoni; poi per l'importante apporto che dà il geniale Brian Jones suonando più strumenti e definendo le sonorità di ogni canzone. Alla fine ci troviamo di fronte a una manciata di canzoni sensazionali.

Per avere le idee più chiare siamo nel 1966 e gli Stones hanno comunque già realizzato alcune gemme quali  l'immortale "Satisfaction", "Last Time" (ripresa dai Verve di Better Sweet Simphony ) e "Heart Of Stone" ; i Fab Four invece sono già all'apice della popolarità avendo appena pubblicato l'eccezionale Revolver e i The Who hanno pubblicato due album e hanno già sconvolto l'Inghilterra con la loro "My Generation"

Tornando ad Aftermath c'è da distinguere la versione inglese con "Mother's Little Helper" e quella americana con la celebre "Paint it Black". Se c'è una pecca in questo album è proprio il mancato inserimento di entrambe in una stessa versione. Si tratta infatti di due classici del complesso londinese. La prima è sicuramente accattivante dal punto di vista musicale ma forse ha il suo punto di forza nel testo: è infatti il racconto di una casalinga che, stanca della vita che conduce, si rifugia nelle pillole. La seconda in realtà non avrebbe bisogno di presentazioni: oscura, ipnotica e ammaliante. La peculiarità è il sitar suonato da Jones. Tra i massimi vertici degli Stones.

Ma splendida è anche "Lady Jane" in cui una dolce chitarra acustica supporta un testo controverso, (è dedicata a una donna o a una droga?) . Inspiegabilmente non considerata nella raccolta "Forty Licks". Da segnalare ci sarebbe pure "Under My Thumb" col suo particolare arrangiamento, la beat "Out Of Time" e la irriverente "Stupid Girl".

Innovativi per i tempi invece, sono certamente gli 11 minuti di "Going home", un blues reiterato che vede protagonista un animalesco Jagger. Per il resto si tratta di ottimi brani rock-blues come "Doncha Bother Me", "Think", "Flight 505" (quest'ultima però con un intro un pò troppo simile a "Satisfaction") che proseguono un discorso già intrapreso negli anni precedenti.

Questo è solo l'inizio: i Rolling Stones negli anni a venire sforneranno un capolavoro dietro l'altro fino al 1972, l'anno di "Exile On Main Street", meritando l'appellattivo di miglior gruppo rock della storia. 

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Aftermath come uno dei capolavori fondamentali dei Rolling Stones, sottolineandone la qualità musicale e l'importanza storica. L'album mostra la maturità artistica di Jagger e Richards, con l'apporto innovative di Brian Jones. Vengono analizzati brani iconici come 'Paint it Black' e 'Mother’s Little Helper'. Il disco è descritto come un punto di svolta nel rock degli anni '60 e un preludio a futuri successi della band.

Tracce testi video

01   Mother's Little Helper (02:48)

Leggi il testo

02   Stupid Girl (02:58)

05   Doncha Bother Me (02:43)

06   Goin' Home (11:16)

09   Out of Time (05:39)

10   It's Not Easy (02:56)

11   I Am Waiting (03:12)

12   Take It or Leave It (02:48)

13   Think (03:11)

14   What to Do (02:31)

15   Paint It, Black (original 7" Mono mix) (03:46)

16   Ride on, Baby (Aftermath Outake) (02:55)

17   Sittin' on a Fence (Aftermath Outake) (03:03)

18   Long, Long While ('Paint It, Black B-Side) (03:01)

19   My Girl (Aftermath Outake) (02:40)

20   Looking Tired (Aftermath Outake) (02:14)

The Rolling Stones

The Rolling Stones sono una rock band britannica formata a Londra nel 1962. Considerati tra i gruppi più importanti e duraturi della storia della musica, sono noti per il loro stile ribaldo, i riff inconfondibili e un’attitudine che ha ispirato generazioni di musicisti.
81 Recensioni

Altre recensioni

Di  br17is

 "Paint It Black è intriso di una potenza senza paragoni, che nessuno stile aggressivo ha mai superato."

 "Aftermath è uno dei dischi più significativi e preziosi della discografia dei Rolling Stones."