Copertina di The Sisters of Mercy Floodland
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Per amanti del gothic rock, darkwave, anni '80, fan della letteratura oscura, ascoltatori di musica alternativa.
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LA RECENSIONE

Eldricht era rimasto solo.

Poi incontrò Patricia Morrison, e nessuno ha mai saputo se la coppia si filava veramente.

Poi fu il turno di Jim Steinman alla produzione e di Doktor Avalanche in cabina di regia, una bruma polverosa usciva allora da un film di Fritz Lang tra vecchie testiere Casio, sequencer a spalla, Keytar, paesaggi dark oriented ma confusi ed a volte anche People from Ibiza.

Fllodland nasce nel 1987 e sebbene il sentimiento più nobile potrebbe sembrare l'impetuosa bass line di Lucretia My Reflection sia i videoclip che le musiche sono una girandola del suono che spazia dal gothic rock britannico alla darkwave più cotonata. Girandola intrecciata con l'estetica barocca di Steinman e quei cori a volte così monumentali, sintetici sì di This Corrosion, architettura di un nuovo suono gotico universale che sa shakerare anime oscure ma anche i rotondi glutei di qualche graziosa darkettona di periferia.

Dominion Mother Russia, sonora architettura di un immaginario oscuro ed universale. L'invocazione della Madre Russia, madre e minaccia, la profezia del pericolo della brama di potere sull'Occidente, ( Inno anche del Sito ? ), la geopolitica da strapazzo in conference con l'Apocalisse, Edward Luttwac meet Red Ronnie, la confusione mentale di Eldricht tra Guerra Fredda, la solitudine dei numeri scuri e le curve della Morrison, minimalismo strumentale vs monumentalità corale, tutto questo in forma casuale e disordinata concorre alla formazione di uno tra i pezzi più rappresentativi dei Sisters.

I testi, fiumi neri che scorrono tra immagini apocalittiche e visioni quasi bibliche, Eldritch canta di città sommerse e di poteri oscuri, immagini di Poteri che richiamano le grandi allegorie di potere e decadenza di Dostoevskij e i paesaggi minacciosi di Poe. In Lucretia My Reflection la figura femminile è specchio e rovina, un simbolo di decadenza e di forza, come le eroine gotiche di Mary Shelley o le donne fatali di Baudelaire, riflesso inseparabile della bellezza del mondo e della sua inevitabile decadenza.

E poi quei cori così monumentali, balenati da un'orchestra sinfonica, un'arena barbarica od un'arca celeste di This Corrosion, rituale di distruzione ed inevitabile rinascita. Quel video, quella notte, quella pioggia battente, l'acqua purificatrice che tutto sommerge. La corruzione quasi un concetto filosofico, vicino alle visioni di decadimento di Joris-Karl Huysmans o alle cattedrali di rovina di Coleridge, Flood I e Flood II come due capitoli di un vangelo oscuro, l’acqua che invade e purifica ma anche cancella, e l’acqua diventa simbolo ambivalente come nel Diluvio biblico o nelle acque minacciose di La caduta della casa degli Usher.

I don`t need no one to understand

Kill the king, when love is the law
And then we`ll turn round
Gimme dream child
And do you hear at all?

Eldritch usa immagini di danza con fantasmi, di riflessi e di ombre per trasformare la solitudine e la paura in poesia, e i riflessi rimandano alle ossessioni dello specchio in Wilde e nelle fiabe nere dei romantici tedeschi, non ci sono solo riferimenti politici ma anche personali: il senso di isolamento dopo la rottura con gli altri membri della band diventa metafora di un mondo che crolla. L’album nasce da questa solitudine e dalla collaborazione con Patricia Morrison e Jim Steinman che amplificano il tono epico. Ma la vera magia è che ogni testo sembra scritto come un incantesimo, parole che non descrivono ma evocano, che non raccontano ma aprono porte su visioni, e se non troviamo spiegazioni dirette possiamo leggere Floodland come un diario apocalittico, un libro di profezie dove Eldritch trasforma la fine della civiltà in un ballo gotico, un teatro di ombre che continua a risuonare come se fosse stato inciso non negli anni ’80 ma in un tempo sospeso, e in questo tempo sospeso convivono la Bibbia, Poe, Shelley, Baudelaire e Wilde, tutti riflessi nello specchio nero che Eldritch ci porge.

Poi nella sua tamarragine, è uno dei miei preferiti della Band.

Hey now, hey now now, sing This Corrosion to me
Hey now, hey now now, sing This Corrosion to me
Hey now, hey now now, sing This Corrosion to me
Hey now, hey now now

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Floodland dei Sisters of Mercy come un'opera gotica monumentale, dove suoni epici e testi visionari plasmano un'atmosfera apocalittica e intensa. L'autore esalta la produzione barocca di Steinman, l'intensità delle tracce simbolo come This Corrosion e Lucretia My Reflection, sottolineando le ricche citazioni letterarie e l'estetica dark. L'album viene presentato come ritratto di solitudine, decadenza e rinascita, sospeso tra letteratura, musica e visioni bibliche.

Tracce testi video

01   Dominion / Mother Russia (07:01)

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02   Flood I (06:22)

03   Lucretia My Reflection (04:56)

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07   Driven Like the Snow (06:27)

08   Never Land (A Fragment) (02:56)

The Sisters of Mercy

The Sisters of Mercy sono un gruppo britannico formatosi a Leeds nel 1980 attorno ad Andrew Eldritch e Gary Marx. Icone del gothic rock, hanno usato la drum machine ‘Doktor Avalanche’ come membro fisso e pubblicato tre album in studio: First and Last and Always, Floodland e Vision Thing. Il nome deriva da una canzone di Leonard Cohen.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  Fidia

 Una delle personalità più sinistre ed affascinanti dell’intero movimento dark è sicuramente rappresentata da Andrew Eldritch.

 Sarebbe un delitto non ascoltare questo "Floodland" che costituisce... il punto più alto della discografia della banda e, forse, di tutto il dark rock.