Gruppo autore dell'album omonimo recensito da DeBaser. L'album mescola influenze anni '60 e '90 e fu descritto come "una gemma oscura"; ebbe scarso riscontro commerciale e la casa discografica rescisse il contratto.

Dalla recensione: copertina ricca di riferimenti iconografici, sonore influenze dai Beatles a Pink Floyd e Zappa, citazioni nelle canzoni di figure come Einstein e Walt Whitman. L'album unisce funk, power-pop, hard rock e rumori d'avanguardia.

Recensione DeBaser dell'album omonimo dei The Spent Poets. Il pezzo descrive copertine eccentriche, influenze che vanno dai Beatles a Zappa e un suono che mescola funk, power-pop e hard rock. L'album è definito una "gemma oscura" ma ebbe scarso successo commerciale. La casa discografica rescisse il contratto e della band si persero le tracce per lungo tempo.

Per: appassionati di rock alternativo, collezionisti di album rari, lettori interessati alla scena anni '90

 A volte mi ritrovo per le mani questo disco. Provo una sensazione bellissima nel tastarlo... Forse perché mi infurio al vedere il timbro sulla copertina interna che recita: "Campione Non Commerciabile". Che starà facendo adesso quell'evasore fiscale da cui lo comperai? Mah... soprassediamo.

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Tu e The Spent Poets
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