The Stooges - Fun House (1970)
E' il 1970 e a Detroit e dintorni vengono fuori nuovi talenti del rock. Oltre ai capolavori dei concittadini MC5, i The Stooges dell' Iguana Iggy Pop, dopo il garage rock/proto punk di "The Stooges" (1969), si impongono con un nuovo disco; esce "Fun House".
Il disco, fortemente influenzato dai gruppi di punta Hard Rock e Blues Rock, propone un suono sporco e distorto, come se fosse parte della strada. Il gruppo, il più autentico precursore del punk, si esprime in "Fun House" con una solida asprezza blues rock, abbinata alla voce delirante di Iggy Pop. Il disco inizia con "Down on the street", pezzo di matrice rock'n roll ma che riserva alle generazioni future vero e proprio punk. Si, Il punk 77,comprendente Sex Pistols, i primi Ramones e i primi Clash, sarà fortemente influenzato dagli Stooges. "Down on the streets" è il primo esempio di un rock nichilista; il titolo stesso "Per la strada" è portavoce di un gruppo di bastardi cresciuti per la strada con chitarre distorte e rabbia dentro; e di quella in questo disco ce n'è davvero tanta. La seconda traccia, "Loose" è un rock ibrido che ricorda i The Who dell'anno precedente. Segue "T.V. Eye", e anche qui è vero rock'n roll. Ma è "Dirt" che apre le danze; la batteria schiaffeggiata, il bacio di Iggy e l'intro al basso di Dave Alexander. Un blues acido, dal ritornello toccante che si insinua nella testa con la voce suadente dell'Iguana. I lamenti di Iggy sia alternano alla chitarra "alla moviola" di Ron Asheton che tocca la massima espressività con un assolo degno di nota. "It's true rock'n roll". Un'altra volta. Dopo il blues rock di "Dirt" si passa a "1970", mosaico di un rock delirante, composto ancora una volta dalla voce nervosa e frettolosa dell'ormai "impazzito" Iggy Pop; il finale, risulta all'orecchio come puro casino, accompaganto dal sax avvelenato di McKay. Il brano "Fun House", a mio parere il meno incisivo del disco, sebbene duri 7 minuti e più, risente un po' della sua posizione, dato che si trova tra due inferni musicali. Di fatti a completare la rabbia scaturita da 1970, si aggiunge "L.A. Blues". Il nome fa pensare ad un blues simile a "Dirt", ma all'intro si percepisce già aria di "anarchia" sonora; chitarre violente, sax stonati e urla da baccanale finiscono il proto punk rabbioso di "Fun House".
"Fun House" è il prodotto di alcuni ragazzi che vogliono esternarsi dal perbenismo e dal conformismo e vogliono far vedere chi sono veramente;alla fine possiamo dire che in questo telaio di rabbia, la lucidità è poca, ma c'è poco da dire: questo è un disco che manda tutti a casa, compresi i concorrenti MC5.
Funhouse fotografa perfettamente le peculiari caratteristiche del sound stoogesiano di inizio '70: suoni sporchi e crudi.
Pezzo dal tiro mostruoso, che si conclude con una coda lisergica e impazzita a base di sax, mentre Iggy continua a urlare 'I feel alright!'
"Questa è la pura essenza del rock and roll: un genio primitivo che esce dalla caverna con la sua clava e urla 'BUAAAAAAARRRRRRGGGHHHHHHHH'"
"Quando l'ascolto mi vien voglia di mollare quello che faccio e di correre come un fauno per la città a toccare deretani di entrambi i sessi..."
Nessun altro disco riesce a farmi dimenticare istantaneamente tutto quello che ho intorno così velocemente.
Ogni canzone è un classico, un proiettile, una bomba impazzita che non risparmierà le vostre intorpidite coscienze sonore.
Questo doppio LP con la versione originale e un secondo LP di takes mixato nel 1999 è una gemma assoluta.
Questi signori sono gli Stooges: prendere o lasciare, odiare o amare, ignorare o ascoltare.