Copertina di The Who A Quick One
GhostTrain

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan dei the who, ascoltatori di classici anni '60 e curiosi delle svolte storiche nella musica.
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LA RECENSIONE

Ho sempre considerato A Quick One come l'album transitorio che segna il passaggio dai Who più "mods" del primo album agli Who definitivi.

Pubblicato nel dicembre del 1966 in UK su Reaction e registrato nei 2/3 mesi precedenti, A Quick One presenta componimenti di tutti e 4 i membri, creando così uno degli album più vari della discografia degli Who, compaiono le prime due composizioni di Entwistle (Boris the Spider e Whiskey Man), caratterizzate dal suo humour oscuro e sardonico, degno di nota il suono vocale e gutturale di Entwistle nell'anomala sequenza di semitoni di Boris, un brano fuori da ogni schema, specialmente per l'epoca. Anche Daltrey trova spazio con See my Way, così come Moon inonda di piatti e tamburi il brano I Need You e la sua forma di dadaismo con Cobwebs and Strange che chiude il primo lato.

Townshend da vita ad alcuni brani memorabili come l'opener Run Run Run, dinamite che si dipana con qualche scossone di psichedelia e noise, Don't Look Away, altro brano molto coinvolgente, la pluricoverizzata So Sad About Us ed il manifesto dell'album: A Quick One While He's Away, la prima mini opera che rimuove ogni confine nella struttura tipica del brano pop/rock dell'epoca, con una durata di ben 9 minuti e 10, la suite è il risultato di 6 movimenti che raccontano la storia di Ivor, il guidatore di tram, tra infedeltà e riconciliazione finale. Il brano nasce dalla bozza di rock opera chiamata Quads, alla quale Pete ci stava lavorando nel 1966, e avrebbe dovuto comprendere brani quali I'm a Boy e Disguises.

L'album viene pubblicato nell'Aprile del 1967 negli US su Decca, cambiando titolo in "Happy Jack" includendo così il brano omonimo, uscito come singolo qualche mese prima, inserito nella track list al posto di Heatwave (che considero l'unico punto debole dell'album).

Rimango molto legato a questo album, che dopo quasi 40 anni dal mio primo acquisto non mi stanca mai.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia 'A Quick One' come album di transizione nella carriera dei The Who, segnato dalla varietà delle composizioni di tutti i membri e dalla prima mini opera rock firmata Townshend. L’autore sottolinea l’audacia e la freschezza innovativa, esprimendo un profondo legame emotivo con il disco, che non smette mai di sorprendere anche dopo decenni.

Tracce video

01   Run Run Run (02:45)

02   Boris the Spider (02:29)

03   I Need You (02:24)

04   Whiskey Man (02:58)

05   (Love Is Like a) Heat Wave (01:57)

06   Cobwebs and Strange (02:31)

07   Don't Look Away (02:55)

08   See My Way (01:54)

09   So Sad About Us (03:01)

10   A Quick One While He's Away (09:08)

11   Happy Jack (02:13)

The Who

Formati a Londra nel 1964, i The Who hanno definito il rock tra anni ’60 e ’70 con Roger Daltrey (voce), Pete Townshend (chitarra), John Entwistle (basso) e Keith Moon (batteria). Noti per esibizioni esplosive e per le opere rock Tommy (1969) e Quadrophenia (1973), hanno firmato classici come My Generation, Baba O’Riley e Won’t Get Fooled Again.
53 Recensioni

Altre recensioni

Di  silian87

 "Precisione, Rabbia, Potenza, Inventiva, Innovazione, Adattamento... in una parola Who."

 "Mettendo l'LP nel giradischi ci si ritrova immersi nel bel mezzo della Swinging London, a cavallo di una lambretta piena di fari e specchietti."


Di  claudio carpentieri

 La musica dei quattro riesce ad esprimere con efficacia il desiderio di cambiamento e di ricerca di se stessi dei giovani.

 La title track rappresenta un embrionale tentativo nel voler superare il limite imposto dal formato canzone.