Copertina di The Who It's Hard
London

• Voto:

Per fan dei the who, appassionati di rock classico e anni '80, amanti della musica sperimentale
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LA RECENSIONE

Sono ormai 23 anni che gli Who non pubblicano materiale inedito, l'ultima loro fatica di studio è racchiusa in questo album del 1982, un disco controverso e sotto certi punti di vista sfacciato nell'esprimere nuove sonorità, ma comunque un lavoro interessante e curioso. La formazione è la stessa che ha dato alla luce l'anno precedente "Face Dances", che ha scontentato un po' tutti i fans, che si sono trovati materiale di scarso impatto e un Kenney Jones ancora in via di rodaggio. "It's Hard" è sicuramente più appetibile del precedente, mostra un gruppo più affiatato, con il nuovo batterista che riesce a fare il suo compito senza che l'ascoltatore rimpianga ogni momento il vecchio Moon.

L'apertura di "Athena" è spiazzante, il brano si apre con una melodia che richiama la migliore vena di "Tommy", per poi però evolversi in un brano dai toni ballabili, con fiati per risaltare il ritornello e la voce di Daltrey, tutto sommato un brano non brutto e a tratti accattivante. Le tastiere aprono "It's Your Turn", un bel pezzo potente con ancora la grande voce del cantante in primo piano, sulla stessa falsariga "Cooks County"; con una bella chitarra di Townshend si apre invece "It's Hard", un brano che la dice lunga sullo stato del gruppo, conscio di essere ormai alla frutta. "Dangerous" e "One At Times" sono il discreto contributo di Entwistle al disco, il quale ha una sorprendente svolta Funky con "Eminence Front", il pezzo più bello dell'album, anche se l'elettronica rovina un po' l'atmosfera del brano. Ancora l'elettronica supportata da una bella batteria con eco apre la splendida "I've Known No War", canzone sulla guerra fredda, interpretata in modo notevole da Daltrey. Curiose le atmosfere rarefatte di "One Life's Enough", bella la conclusione di "Cry If You Want", un altro buon rock. Il resto è routine, a volte rindondante e tiepida ma pur sempre esempio di ottima musica.

All'epoca l'album passò quasi inosservato dalla critica, vendette molto, ma è pur sempre un capitolo marginale nella storia di questa grande band, nonostante ciò può essere riscoperto e apprezzato.

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Riassunto del Bot

It’s Hard, album del 1982 dei The Who, rappresenta un lavoro controverso ma interessante, con sonorità nuove e una formazione più affiatata. Brani come Eminence Front e I've Known No War spiccano per qualità e atmosfere. Nonostante un'accoglienza critica tiepida, il disco è un capitolo intrigante per i fan e gli appassionati di rock britannico.

Tracce video

01   Athena (03:48)

02   It's Your Turn (03:41)

03   Cooks County (03:50)

04   It's Hard (03:46)

05   Dangerous (03:20)

06   Eminence Front (05:39)

07   I've Known No War (05:58)

08   One Life's Enough (02:21)

09   One at a Time (03:03)

10   Why Did I Fall for That (03:25)

11   A Man Is a Man (03:56)

12   Cry If You Want (04:39)

The Who

The Who sono una leggendaria rock band inglese nata nel 1964 a Londra. Formazione storica: Pete Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle, Keith Moon. Celebri per la carica innovativa, concept album visionari (Tommy, Quadrophenia) e distruzione di strumenti dal vivo. Citati tra i gruppi più influenti di sempre.
53 Recensioni

Altre recensioni

Di  RabbitStew

 L’album suona fiacchissimo.

 Due eccezioni vanno fatte però: 'Eminence Front', l’unico vero gioiello all’interno dell’album.


Di  KillerJoe

 Mi chiedo: mi trovo di fronte a grandi conoscitori ed esperti di musica o ad un branco di ignoranti duri e puri che stortano il naso di fronte ad ogni minimo segno di cambiamento?

 Se vi avessero detto che in questo album suonava Keith Moon sicuramente ci avreste creduto.