Con quest’ultimo contributo, dal titolo indubbiamente “forte”, si conclude nel 1991 il cammino discografico dei Thompson Twins, una delle colonne del pop sintetizzato e più in generale dei canterini e ballerini anni ottanta.
Tom Bailey lo sbaciucchiante di copertina è quello che canta, suona, programma, compone, scova i groove ritmici, arrangia. La sua compagna Alannah Currie, quella che in copertina urla, scrive invece tutti i testi, spesso non banali, e dà una mano nei cori. La Currie è attivista femminista… lei e Tom si sono conosciuti in uno squat londinese… La storia dei Thompson Twins è piuttosto variopinta, come le loro copertine e vestiario. Per dire, il loro ex compare Joe Leeway si era unito ad essi che recitava a teatro e, dopo averli lasciati ed averci riprovato come attore senza riuscire a sfondare, è diventato ipnoterapista.
Non vi sono uno o più episodi particolari in questo disco, nel bene o nel male. Tutto decente, però tutto soprassedibile. La dance music scandita dai sintetizzatori e spinta dalle percussioni (vere e finte) dei TT assolve ottimamente alla funzione del ballo, mentre lascia carente quella dell’ascolto. La deriva verso le nuove mode dub e techno continua… quella già iniziata negli album precedenti. C’è in ogni caso ancora parecchia melodia, riesce ad insinuarsi fra un botto e l’altro della ritmica e tiene a galla il buon nome dei Twins… Però non resta nulla di memorabile.
Nell’intenzione di entrare più facilmente nei nuovi suoni e ritmi discotecari che hanno preso piede in quegli ultimi anni ai due verrà in mente, a valle di questo disco, di abbandonare la sigla Thompson Twins e continuare a far dischi sotto la sigla Babble: un nome un programma, visto che i riscontri a questo nuovo progetto balbetteranno assai e la coppia, che intanto è passata pure alla fase riproduttiva mettendo al mondo due figli, trascorrerà il resto degli anni novanta a scivolare ahinoi verso l’anonimato. Fino a separarsi del tutto, anche sentimentalmente, poco dopo aver scollinato i duemila.
I Gemelli Thompson sono senz’altro nei miei pensieri quando ho voglia di anni ottanta. Molto più di altra gente imparentata musicalmente con loro e più fortunata, oppure meno. Bailey è stato uno bravo, e un paio di album dei TT in discoteca fanno la loro figura e non prendono solo polvere.
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