Copertina di Threshold Subsurface
Matt7

• Voto:

Per appassionati di metal progressivo, fan di band tecniche e atmosfere emozionanti, ascoltatori in cerca di alternative ai nomi più noti
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LA RECENSIONE

Rimango sempre più sbalordito del fatto che su Debaser si ponga spesso l'attenzione su gruppi blasonati, anche con recensioni multiple o doppioni, quando invece si potrebbe anche dare uno sguardo a ciò che è poco pubblicizzato e a volte molto più interessante. Ed ecco perchè ho provato uno stupore infastidito nell'impossibilità di leggere recensioni sui Threshold.

Sicuramente una band progressive da non accomunare ai Dream Theater, infatti credo che i paragoni si sprechino e siano del tutto fuori luogo: i Threshold hanno un attitudine molto più heavy e thrash dei colleghi, e Subsurface è un ottimo manifesto di quanto già avevano dimostrato con gli altri ottimi Hypotetical o Psychedelicatessen. Credo che questo Subsurface rappresenti un vero e proprio apice per il gruppo inglese. Sicuramente grandi musicisti, con ottime doti tecniche ma mostrate con intelligenza e sobrietà, prediligendo la creazione di atmosfere realmente emozionanti.

Il brano che apre il disco è Mission Profile, con i suoi 8 minuti e passa, e dimostra come incastrare bene in un brano decisamente metal un'ottima tastiera mai presuntuosa o prepotente. Ground Control ci presenta ancora la band in un'attitudine veramente heavy ma a tratti dolce e romantica: la voce si muove eccellente, ed eccellenti sono gli inserti solistici sia nelle parti più aggressive che calme. Si nota in tutto il disco una piccola vena di elettronica, che non guasta, anzi, rende più fresco ed interessante questo disco. Opium prosegue il discorso della precedente track, e per capire davvero l'essenza meravigliosa di questo disco aspettiamo ansiosi l'arrivo di The Art of Reason. C'è di tutto in questa meravigliosa song: la melodia, le eccezionali doti tecniche, le eccezionali composizioni. Una canzone di una imponenza quasi spaventosa e i suoi dieci minuti vi sembreranno dolci momenti. Pressure dona invece piacevoli martellamenti alle orecchie, ma con la solita classe indubbia. La seguente Flags and Footprints è una meravigliosa prog-ballad (termine che ho coniato io per l'occasione, forse non avrei dovuto...!), imprevedibile. Static è la canzone che forse meglio stava tra le due canzoni che esprimono la maggior dolcezza in tutto il disco. Infatti l'ultima song, The Destruction of Words è una della meraviglie più incredibili che le mie orecchie avessero mai sentito.

In conclusione: un disco da avere, e peccato che non si possa imporre di comprarlo, perché non averlo sarebbe un peccato. Per tutti quelli che cercano le risposte musicali in gruppi molto più blasonati, consiglio di cercare bene nei Threshold. Non scoprirli e non amarli sarebbe davvero un peccato.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Subsurface' dei Threshold come un album apice della band inglese, distinto da atmosfere coinvolgenti e doti tecniche sobrie ma affascinanti. Si evidenzia la presenza di elementi heavy, thrash e una fine vena elettronica, che rinfrescano il genere. I brani, soprattutto 'The Art of Reason' e 'The Destruction of Words', sono lodati per intensità e composizione. Consigliato a chi cerca un'alternativa valida ai soliti nomi del progressive metal.

Tracce testi video

01   Mission Profile (08:15)

02   Ground Control (07:13)

04   Stop Dead (04:21)

05   The Art of Reason (10:20)

06   Pressure (05:17)

07   Flags and Footprints (04:54)

08   Static (05:07)

09   The Destruction of Words (06:14)

Threshold

Threshold sono una band progressive metal inglese fondata nel 1988 a Surrey. Guidati da Karl Groom (chitarra) e Richard West (tastiere), hanno pubblicato album cardine del genere e avuto alla voce Damian Wilson, Andrew ‘Mac’ McDermott e Glynn Morgan. Dalla metà anni 2000 pubblicano per Nuclear Blast.
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  splinter

 "Subsurface può tranquillamente definirsi il capolavoro del gruppo senza vergognarsi né temere critiche."

 "Consigliato davvero a tutti da chi ha un caos interiore da scatenare a chi possiede un grande, grande cuore."