Tim Buckley
Blue Afternoon

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E' da un po' di tempo che sono in crisi. Non riesco più a scrivere recensioni. Non come prima, almeno. Prima, in mezz'ora ne buttavo giù una fatta e finita, adesso impiego ore per scrivere quattro righe che poi sono sicuro scarterò. Ed allora metto su Tim Buckley.

Suppongo sia difficile scrivere una recensione su un disco di Tim Buckley. Perché lui, la sua voce parla ai tuoi pensieri, ed il pensiero, le emozioni, non sono facilmente definibili, né tantomeno esprimibili..."il pensiero è come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare", avrebbe detto Lucio Dalla.
Però... però adesso che ascolto le prime note della magnifica Happy Time sento che la mia bocca accenna un sorriso, senza nemmeno sapere perché. E subito guardo fuori dalla finestra, e subito mi pervade la malinconia, perché mi accorgo che sto inseguendo la tristezza, e mi sento solo, solo come un fiume, perché il mondo è la fuori, e non riescie a capirti...

E lui è lì, a parlarmi con la sua voce fatata. La sua voce che sta compiendo un percorso, non è ancora sperimentale come in "Lorca", nè tantomeno devastante come in "Starsailor"; ma allo stesso tempo è diversa da "Happy Sad", perché qui noi siamo accompagnati da otto composizioni intime, nelle quali ciò che più conta è il tutto finale. Tim pilota il suo strumento delicatamente, salendo e scendendo le scale, modulando prodigiosamente le corde vocali. E nei pochi luoghi dove non può arrivare, intervengono i soliti compagni, Carter Collins, Lee Underwood - che in Chase The Blues Away sfodera uno dei suoi migliori assoli -, Jimmy Madison, mai tanto evocativo come nei misurati colpi di I Must Have Been Blind e The River. Solo verso la fine, in Blue Melody e The Train, Tim Buckley ci mostra che la sua voce selvaggia è ancora lì, ed aspetta solo di navigare le stelle. Ma ora sta riflettendo, è un pomeriggio triste, troppo presto per salpare.

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Commenti (Venti)

psychobonco
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sto per ascoltare lorca!!! prima o poi ascolterò anche questo.

bella recensione !!!
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Doctor J
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Aggiungi immediatamente la quinta stellina!
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OleEinar
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Bellissima pagina, mancava questa recensione e hai colmato degnamente la lacuna. Il disco è l'unico tra i suoi maggiori che ancora non conosco, ma se sta tra due lavori stratosferici come "Happy Sad" e "Lorca" non può che essere splendido.
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woodstock
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ringrazio tutti x i commenti e le visite. la quinta stellina non lo messa, dopo sofferto giudizio, perché secondo me questo è leggermente sotto altri capolavori, goodbye and hello, happy sad e starsailor su tutti.
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shooting star
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Gran disco
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Spaccamascella
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non riesco a dare meno di 5 a tim,troppo grande

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trickykid
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Opel
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Per adesso ho ascoltato "Lorca", questo di striscio.
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Neu!
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fantastico; davvero fantastico (il disco non prende 5 stelle perchè Lorca, Goodbye and Hello e Starsailor gli sono superiori)
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pedraelighe
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........ma se non potevi fare altrimenti di una cosi mediocre e sentimentale...........
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currahee72
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Grandissimo artista e album notevole.Grazie mille per l'ottimo recupero.Una rece che mancava.
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pretazzo
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minchia...per fortuna che eri in crisi! recensione fantastica...il disco mi annoia un po'...
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Longliverock
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Non come Starsailor, ma a Tim Buckley non si può dare mai meno di 5!
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Longliverock
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Doctor J
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Questo è almeno una spanna sopra "Goodbye And Hello", forse leggermente inferiore a "Happy Sad", "Lorca" e "Starsailor", ma rimane un capolavoro indiscusso, per me sottovalutato dagli stessi fan di Tim. Lui sì, inarrivabile per chiunque
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spud_boy
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Tim Buckley e` il cantante piu` geniale della storia della musica rock, e forse dell'intera storia della musica cosi esordisce Scaruffi nella scheda a lui dedicata, e come non essere daccordo! Io lo amo e amo blue afternoon (peccato che come Starsailor in cd sia fuori catalogo ormai dal 1989), considero Lorca il suo capolavoro ma comunque a blue afternoon non riesco a dare meno di cinque stellette! N.B. bella e sentita la versione di "the river" riproposta su "One Man's Treasure" da Mick Harvey.
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Contemplazione
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La struggente "Chase The Blues Away" la mia favorita di Buckley, insieme all'altrettanto struggente "Song To The Siren" presente su Starsailor, che è il migliore di tutti e tra i più grandi album di sempre!
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hymnen
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solo un marziano avrebbe potuto concepire un disco come Starsailor
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ranofornace
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"capolavoro" il primo dei tre.
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bluesboy94
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Altro fantastico disco di Buckley.
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