Tiziano si presenta all'appuntamento col 3° cd sapendo di non poter sbagliare. Che fare allora? Soddisfare il proprio pubblico autoplagiandosi o provare a conquistare territori nuovi? Be, la scelta è stata la più azzeccata possibile e partendo dalla considerazione che gli adolescenti crescono e che soprattutto non sono dei celebrolesi, il buon Tiziano ha ampliato i propri orizzonti gettandosi nel cantautorato piu' intimo ed emozionale.
Si strizza un occhio agli anni 80, soprattutto per i brani veloci, mentre ci si lascia a suoni più acustici per i pezzi intimisti. Notevole "Ed ero contentissimo" lanciata come secondo singolo, dopo lo straordinario successo di "Stop dimentica". Il brano tocca corde profonde nell'ascoltatore, grazie ad un testo evidentemente sentito ed a una metrica nuova e soprattutto inusuale. Molto buono anche il brano introduttivo del disco "Tarantola d'Africa" dove il nostro, riesce a dimostrare ad esprimere paure e gioie di un artista che non si possono dal di fuori facilmente capire; ed è proprio questa la cosa comunque che al fine mi colpisce ascoltando questo lavoro. Esso è talmente esplicito, senza barriere o facciate di convenienza, e ci svela un ragazzo che non è solo un bel faccino con la bella voce ed il sorriso canaglia, ma anche una persona piena di fragilità e di insicurezze che la popolarità ha accresciuto e non lenito. Una persona a cui mi verrebbe spontaneo essere amico, invitarlo a casa a mangiare le mitiche polpette di mia madre, fargli conoscere il bellissimo gruppo di amici che frequento (anche suoi coetanei tra l'altro), prendersi una birra al pub, andare a trovarlo a Londra, e fare notte a raccontarsi storie e ridere a crepacuore prima che il sonno ci sovrasti. Insomma farlo sentire meno solo perché se c'è una cosa di cui e' pieno questo bellissimo disco è il senso di solitudine.
Nessuno è solo, bene o male. C’è sempre qualcuno.
Vere, questo è l’aggettivo adatto alle canzoni.
Il terzo album di Tiziano Ferro si apre con un gioiello per testo e musica, 'Tarantola d'Africa'.
È un disco i cui aggettivi più congeniali sono 'vero' e 'autentico', con notevoli capacità vocali.
Tiziano Ferro è un cantautore eccelso, celestiale che con una voce tra le più belle mai ascoltate, ci regala 11 pezzi di cuore e di canzone d’autore.
"Nessuno è solo" è un capolavoro assoluto paragonabile ai dischi dei Beatles in un certo senso perché è un disco da cui si potrebbero trarre 11 singoli.
Me lo ricordavo meglio: ascoltandolo oggi pare invecchiato malissimo.
Tolti i 3 succitati brani che fanno arrivare l’album ad un 5,5 ma non di più, il 6 sarebbe troppa grazia.