Copertina di Tom Waits Small Change
NicholasRodneyDrake

• Voto:

Per amanti del jazz, blues e musica d'autore, fan di tom waits, appassionati di musica anni '70 e atmosfere intime e poetiche
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LA RECENSIONE

Mettetevi comodi, prendete posto, ordinate assolutamente qualcoda da bere, stasera lasciatevi trasportare da Mr. Tom Waits, dalle sue struggenti melodie e dai suoi compagni di ventura.
Questo è l'album che secondo me meglio sintetizza il primo Tom Waits, quello degli anni '70, quello sinceramente legato alla poesia beat al jazz e al pianoforte, al bop e a New Orleans, ma anche al whiskey che in questo disco più che mai rende rauca, profonda e calda la sua voce (a tratti ricorda addirittura il buon vecchi Satchmo...)

L'album è profondamente intimo ed intimista, sicuramente uno dei più alcolizzati per quanto riguarda il cantato rauco e tremendamente penetrante, come dicevo, ma allo stesso tempo lucidissimo per la costruzione di melodie strazianti dove il suo piano, il contrabasso ed il sax si integrano alla perfezione.
Canzoni che scavano negli angoli più remoti dell'animo, che lo scandagliano, che lo attraversano in lungo e in largo, che lo raschiano ben bene fino in fondo; storie di amori, cuori infranti, tradimenti e delusioni affogati nel whiskey; amicizie, passioni, piccoli cambiamenti che segnano una vita, un'esistenza.

L'album pur essendo uno dei primi dell'immensa discografia di Tom Waits stupisce per la grande maturità artistica come nella bellissima e struggente traccia d'apertura "Tom Traubert's Blues", salvo poi invertire subito la rotta con "Step Right Up", la traccia più movimentata del disco, swing-jazz dove la batteria di Shelley Manne viaggia che è una meraviglia.
In "I wish I Was In New Orleans", la splendida "The Piano Has Been Drinking" e "Invitation To A Blues", si torna alle atmosfere da piano bar e lo spettro di Louis Armstrong è sempre più prepotentemente presente.
"Pasties and a G-String" visionaria, alcolizzata e sgangherata poesia su controtempo di batteria e "The One That Got Away" sono esempi di quanto la poesia e la musica possano essere vicine e viaggiare sugli stessi binari.

Nel complesso un disco veramente ben fatto, ben suonato, di rara sensibilità e intensità e sicuramente figura tra i migliori nella sua immensa carriera a mio avviso.

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Riassunto del Bot

Small Change è un album che rappresenta il primo Tom Waits degli anni '70, caratterizzato da un mix di jazz, blues e poesia beat. La sua voce rauca, ispirata dal whiskey, si fonde con melodie intense e strumenti come piano, contrabbasso e sax. Le canzoni raccontano storie di amore, dolore e passioni profonde con grande maturità artistica. L'album si distingue per atmosfere intime e coinvolgenti, confermandosi tra i migliori della sua carriera.

Tracce testi video

01   Tom Traubert's Blues (Four Sheets to the Wind in Copenhagen) (06:39)

03   Jitterbug Boy (Sharing a Curbstone With Chuck E. Weiss, Robert Marchese, Paul Body and the Mug and Artie) (03:44)

04   I Wish I Was in New Orleans (in the Ninth Ward) (04:53)

05   The Piano Has Been Drinking (Not Me) (An Evening With Pete King) (03:40)

06   Invitation to the Blues (05:24)

07   Pasties and a G-String (at the Two O'Clock Club) (02:32)

08   Bad Liver and a Broken Heart (in Lowell) (04:50)

09   The One That Got Away (04:07)

Leggi il testo

10   Small Change (Got Rained on With His Own .38) (05:07)

11   I Can't Wait to Get Off Work (and See My Baby on Montgomery Avenue) (03:17)

Tom Waits

Tom Waits (nato nel 1949 a Pomona, California) è un cantautore, compositore e attore statunitense, noto per la voce ruvida e il mix unico di blues, jazz, rock e sperimentazione teatrale. Icona della musica americana e artista visionario, ha raccontato per decenni gli emarginati d'America, reinventandosi a ogni disco.
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Di  RESERVOIR DOGS

 Le sue canzoni sono il cavallo di Troia con cui entra nella tua vita e si impadronisce della tua persona!

 Credo che 'Small Change' sia uno dei migliori se non il migliore dei dischi usciti all’inizio di carriera del nostro.