Copertina di Traffic The Low Spark of High Heeled Boys
manliuzzo

• Voto:

Per appassionati di progressive rock, fan di traffic, amanti della musica anni '70, ascoltatori interessati a soul jazz e folk, critici musicali
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LA RECENSIONE

Penso che, a volte, anche dei siti come Ondarock possano sbagliare. Per esempio, come giustificare il 4,5 dato a questo disco? Attacco di cattiveria? Ascolto superficiale? Non lo so, però posso senz'altro dire che per me "The Low Spark of High Heeled Boys" va oltre la sufficienza, pur non raggiungendo il supremo livello di "John Barleycorn Must Die".

Una cosa va detta: un calo d'ispirazione c'è: infatti l'album è riuscito a metà, con tre ottime canzoni e tre pezzi palesemente stanchi. Inoltre, il soul jazz prende il sopravvento sul folk, con risultati spesso non troppo esaltanti. Ma se esaminiamo a fondo l'album, potremo individuarne pregi e difetti.

L'inizio è stupendo: "Hidden Treasure" richiama alla memoria le atmosfere acustiche di "John Barleycorn Must Die" (il pezzo), con la carica di "Freedom Rider". Il flauto domina sugli altri strumenti, la chitarra folk-soul è perfetta, e il pezzo è uno dei più riusciti dell'album. Anche la lunga title-track, dalle parti del soul, è suggestiva. il pezzo, sebbene si perda un po'nel ritornello, possiede una fantastica coda strumentale basata su due accordi. Ma da questo momento l'album cala: "Rock and Roll Stew" tenta la via "hard", ma è priva di mordente e assomiglia più a un country (genere che io non apprezzo); mentre "Many a Mile to Freedom" è una pallida imitazione di "Empty Pages", stucchevole e un po'noiosa (dura circa 7 minuti). "Light up or Leave me Alone", invece, non riesce proprio ad entrarmi in testa.

Per fortuna che il finale è affidato a "Rainmaker": ritmo tribale, bel riff di flauto, assolo di chitarra finale per 7 minuti di ottima musica. Alla fine non siamo sicuramente estasiati, ma non sembriamo neanche usciti da un concerto di Gigi D'Alessio. Insomma, ci è chiaro che un 4,5 per questo disco è quanto meno ingeneroso, soprattutto se prendiamo in considerazione i vari 7 dati all'ultimo di Madonna e a robacce varie.

Voto: 7

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Riassunto del Bot

La recensione valorizza 'The Low Spark of High Heeled Boys' di Traffic riconoscendo alcune debolezze ma confermandolo superiore alla sufficienza e più valido rispetto a valutazioni troppo basse. L’autore nota un calo d’ispirazione e un maggior peso del soul jazz sul folk, ma apprezza brani come 'Hidden Treasure', la title-track e 'Rainmaker'. Nel complesso, l’album è giudicato meno riuscito di 'John Barleycorn Must Die' ma comunque meritevole di attenzione.

Tracce testi video

02   The Low Spark of High Heeled Boys (11:39)

03   Rock and Roll Stew (04:21)

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04   Many a Mile to Freedom (07:14)

05   Light Up or Leave Me Alone (04:46)

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Traffic

Traffic sono una band rock britannica fondata nel 1967 da Steve Winwood, Jim Capaldi, Chris Wood e Dave Mason. Hanno unito psichedelia, soul‑jazz e folk in album di culto come Mr. Fantasy e John Barleycorn Must Die, tornando brevemente nel 1994.
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