Copertina di Twisted Wheel Satisfying The Ritual
GrantNicholas

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Per amanti del rock britannico, fan del britpop, appassionati di band emergenti e ascoltatori di musica indipendente
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LA RECENSIONE

Erano il grande amore degli Oasis e di Paul Weller.

Mica male per una band come i Twisted Wheel, che in quel lontano aprile del 2009 diedero alle stampe un esordio fantastico su Columbia prodotto da Dave Sardy (che li portò ad aprire per gli stessi fratelli Gallagher, Kasabian, The View e The Enemy), per poi arenarsi sulle secche di un secondo disco non all’altezza delle aspettative. Il tutto porterà ad uno scioglimento prematuro e alla tossicodipendenza del leader Jonny Brown.

Arriviamo al 2018: nuova band e nuovi propositi. Jonny rimette su la baracca, si affida a tre musicisti nuovi di zecca e con una formazione completamente rinnovata dà alle stampe l’ottimo EP “Jonny Guitar”, primo passo verso questo “Satisfying The Ritual”, terzo album in studio per la band britannica.

Completamente autoprodotto, questo nuovo lavoro è quanto si potesse chiedere di meglio alla penna di Brown, che dimostra di non aver perso nemmeno un grammo del suo talento in tutti questi anni; gli undici brani scorrono che è una meraviglia, le chitarre viaggiano decise e spedite e suonano dannatamente bene, in particolar modo considerando che la release è completamente autoprodotta.

Si apre col garage del singolo “Nomad Hat”, per proseguire in un percorso quintessenzialmente Twisted Wheel, percorso che devia solo in poche occasioni: nel britpop purissimo di “Rebel” rilettura di un pezzo già presente nel precedente Ep e già amatissimo dai fan, nella grandeur di “Wrong Side Of The Road”, nel crescendo irresistibile di “D.N.A.” e negli oasisismi di “Black And Blue”. Il top lo si raggiunge all’altezza della meravigliosa titletrack, tra trip hop e primissimi Verve, che apre un interessante squarcio verso un ipotetico futuro dei quattro.

Per il resto il sound violento e secco della band britannica è ben presente, soprattutto in “Wheels Of Love”, vicina a certe cose dei Black Rebel Motorcycle Club, e “I Am Imune”.

Un ritorno col botto, quello dei “Twisted Wheel”. Vedremo se d’ora in avanti il carrozzone reggerà sul serio.

Brano migliore: Satisfying The Ritual

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Riassunto del Bot

Dopo un lungo periodo di crisi e un secondo disco deludente, Twisted Wheel torna con l'autoprodotto 'Satisfying The Ritual'. Jonny Brown dimostra un talento immutato e propone un sound potente e variegato, mescolando garage, britpop e influenze trip hop. L'album segna un nuovo inizio per la band britannica, apprezzata dai fan e da grandi artisti come gli Oasis e Paul Weller.

Tracce

01   Nomad Hat (00:00)

02   Satisfying The Ritual (00:00)

03   Show Me (00:00)

04   I Am Immune (00:00)

05   Black And Blue (00:00)

06   D.N.A. (00:00)

07   Ghost Man (00:00)

08   Wheels Of Love (00:00)

09   Wrong Side Of The Road (00:00)

10   20/20 Vision (00:00)

11   Rebel (Album Edit) (00:00)

Twisted Wheel

Twisted Wheel è una band britannica guidata da Jonny Brown. Esordiscono con un album su Columbia prodotto da Dave Sardy (2009), aprendo per Oasis, Kasabian, The View e The Enemy. Dopo un secondo disco meno apprezzato e una fase di scioglimento con problemi personali del frontman, Brown riforma la band nel 2018 e pubblica l'EP Jonny Guitar e il terzo album Satisfying The Ritual, autoprodotto.
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