Si tratta di un’impresa difficile trovare, nel panorama musicale duro, un altro disco che contenga tanta rabbia, misantropia, nichilismo, efferatezza e sesso tra loro indistinti.
Il cantante Peter Steele riesce ad interpretare con maestria tutta questa alienazione, che non è altro che un tuffo nel putrido mondo psicologico di un folle.
Slow, Deep and Hard è un'apoteosi dell'autodistruzione e dell'odio.
Suicide is self expression.
Mai un album metal fosse capace di farmi inginocchiare.
A fine brano, ogni fottutissima volta, mi alzo in piedi ed applaudo in lacrime... che brano straordinario...