Ok, stavolta tenterò in tutti i modi di essere un po' più essenziale delle altre volte, eviterò la solita spiegazione di ogni traccia e i soliti discorsi idioti che la maggior parte della gente fa su questa band, specialmente riguardo gli ultimi album.
Io li U2 li trovo grandiosi, specialmente quelli degli anni ottanta. Mentre in America in quel periodo nascevano nuove rock band oggi famosissime come Guns N'Roses, Bon Jovi e i RHCP, nella lontana e musicalmente quasi "inosservata" Irlanda, il complesso che portò alta la bandiera fu proprio quello composto principalmente dal carismatico leader Bono Vox e dal chitarrista The Edge, che io trovo molto originale e con un sound che al primo ascolto può sembrare quasi banale, ma ha un tocco quasi magico e per niente sopravvalutato.
Questa rock band con i primi album (l'esordiente "Boy", il sublime "October", l'incazzato "War" e il più che buono "The Unforgettable Fire", realizzati tutti più o meno intorno ai quattro anni) segna l'inizio della loro grande carriera che proseguirà senza colpi bassi e con dignità fino al loro album più amato e vicino alla parola "capolavoro" insieme a "Achtung Baby" del 1991. Si tratta di uno dei loro album musicalmente più influenzati dalla musica blues e country, ma anche da buoni spunti rock e pop.
Tra le grandi perle di questo lavoro si ricordano la romantica e orecchiabile "With Or Without You", la bellissima "I Still Haven't Found What I'm Looking For" con un bel ritmo di chitarra da accompagnamento e la grandiosa "Where The Streets Have No Name", con un testo che sembra quasi un inno al paese d'origine della band ("I'll show you a place, high on a desert plain, where the streets have no name"), e perfino dal vivo è la canzone più richiesta dal pubblico anche oggi. Gli U2 perciò sono una grande rock band che ha affrontato i temi storici dell'Irlanda, dalle guerre ai fatti politici, e che hanno sempre fatto buona musica, o almeno prima del passo falso che per me è "Pop": da questo momento in poi la loro carriera incontrerà degli alti e bassi, ma tuttavia nulla di grave.
Gli U2 rimangono sempre... Gli U2!!
"L'intro iniziale è qualcosa di magico, che riporta a luoghi lontani, che fa correre un brivido lungo la schiena."
"Qui c'è solo l'anima del rock, la sua essenza, che non è spaccare chitarre, non è sesso, non è droga."
"The Joshua Tree è l’album definitivo degli U2, uno dei più travolgenti."
"Il loro è un rock sanamente genuino, capace di dare corpo e anima a una rivoluzionaria poesia musicale."
"'The Joshua Tree' è un capolavoro di album, cupo ma allo stesso tempo pieno di vita, sacro ma profano."
"Un disco pieno, profondo, ispiratissimo, ti spinge a riflessioni impensabili ma subito dopo a momenti di gioia pura."
"È un miracolo che un disco con canzoni che talvolta sono così prive di idee riesca ad essere così incantevole e unitario."
"‘The Joshua Tree’ è il ‘Sgt. Pepper’ degli U2: riesce ad accontentare sia le bocche buone sia i palati fini."
The Joshua Tree è uno dei massimi capolavori del minimalismo sonoro.
Possiamo anche fare il peggiore dei concerti, ma quando parte 'Streets' qualcosa cambia e tutto si sistema. È Dio che entra nello stadio.