Copertina di Ulan Bator Végétale
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Per appassionati di post-rock, amanti della musica sperimentale e indie, ascoltatori curiosi di sonorità psichedeliche e minimaliste
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LA RECENSIONE

Psichedelia spicciola, tanta umiltà, tanto coraggio e tanto talento. Questi sono gli Ulan Bator. Ma andiamo subito al disco..

"Végétale" è un disco semplice, una chitarra un basso e una batteria con l'aggiunta ogni tanto di un filo di voce, racchiude perfettamente il concetto "poche cose ma fatte bene", anzi aggiungerei poche cose, fatte bene, e soprattutto senza una logica ben precisa, e adesso basta così, non fa per me scrivere in maniera seria, è inutile, ci provo ma non ci riesco, quindi...

Apre le danze "Lumiere Blanche / Schneetum", mmh non mi piace utilizzare questo termine, ma devo proprio dire che questa canzone è un'importantissima hit (eccolo), post-rockamente parlando, c'è tutto, il suono pulito, il suono effettato, una voce sfottente, un basso lento che ti fa dondolare la testa come un coglione, una batteria che detta un controtempo seplice da seguire ed una pausa giusto per riprendere fiato. Segue "Cephalopode", stranissimo pezzo, è capace di causare un mal di testa istantaneo con un estrema eleganza musicale... Su "Pekisch Organ" non sono in grado di dirvi niente, io stesso ancora non l'ho capita, è strana, cambia atmosfera ogni due minuti, è la canzone che più si allontana da i più classici schemi di composizione. "Fèvre Hectique" rappresenta l'eccezione dell'umiltà che menzionavo prima, per sei minuti sono spavaldi e buffoni, e non c'è niente di meglio che ascoltare un delirio improvviso. "Hart" funge da valium, ti tranquillizza, ti fa ritornare a posto con i sensi, ma ti prepara all'arrivo di "Fuite", melodia di basso mono-nota mai banale, accompagnata da una batteria anch'essa semplice e da una chitarra che lo è altrettanto, tre cose semplici fanno una geniale no? Vabbè se tutto questo non vi basta ci pensa l'hypno-finale a soddisfare le esigenze di voi sballoni che ascoltate il post-rock. "Embarquement" è la ciliegina che vi aspetta alla fine a patto che prima riusciate a mangiare tutta la torta... Ammetto che è difficile arrivarci, ma ne vale pena..

Post-Rock de la France, avec une pincée de l'Italie, tout pour vous.

AU REVOIR DEBASERS!

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Riassunto del Bot

L'album Végétale degli Ulan Bator si presenta come un viaggio nel post-rock essenziale, dove poche note vengono valorizzate da grande talento e coraggio. Le tracce si distinguono per atmosfere mutevoli e delicate al tempo stesso, caratterizzate da un senso di umiltà artistica. L'opera conquista con la sua capacità di essere semplice ma mai banale, regalando momenti di intensa esperienza sonora. Un disco che premia l'ascolto attento e ripetuto.

Tracce video

01   Lumière Blanche - Schneeturm (08:11)

02   Céphalopode (05:44)

03   Pekisch Organ (06:12)

04   Fièvre Hectique (06:18)

05   Hart (06:26)

06   Fuite (05:44)

07   Embarquement (07:13)

Ulan Bator

Ulan Bator è una band francese fondata a Parigi nel 1993 da Amaury Cambuzat e Olivier Manchion. Il loro suono intreccia krautrock, post‑rock e noise, con apparizioni e collaborazioni legate ai Faust e contributi di musicisti italiani come Egle Sommacal (ex Massimo Volume) e Matteo Dainese. Tra i lavori più citati: Végétale, Ego:Echo, Nouvel Air e l’EP Soleils.
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