Copertina di Ulcerate Shrines of Paralysis
Elfo Cattivone

• Voto:

Per appassionati di metal estremo, ascoltatori di musica tecnica e atmosferica, fan del death metal innovativo e sperimentale.
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LA RECENSIONE

Tre anni sono serviti agli Ulcerate per comporre un nuovo album, tre anni per creare “Shrines of Paralysis”. Questo il titolo scelto dal talentuoso trio neozelandese per l’ultima fatica, un lavoro imponente, straniante, che sorprende nonostante la difficoltà d’approccio. I tre musicisti hanno deciso di non fermarsi, di proseguire il loro viaggio oltre i confini del death metal.

Post-death metal, così si può definire la musica creata dalla band, un mare di dissonanze cupo ed oscuro, quasi impenetrabile. Un oceano di idrocarburi denso e soffocante che respinge l’ascoltatore con onde violente ed implacabili, dove il classico death tecnico e brutale è tutt’uno con le bordate post-hardcore di neurosisiana memoria al fine di creare un’enorme massa liquida dall’impatto devastante. Solo l’ascoltatore più temerario, che ci si tufferà dentro con decisione, potrà apprezzarne tutta la bellezza. Quando sarà immerso e circondato dalla musica potrà finalmente scoprire cupe melodie, momenti atmosferici ed una miriade di dettagli fino a lì celati. Sarà solamente necessario abbandonarsi senza più remore.

D’altronde tutto ciò succedeva già con i precedenti album, ma la differenza questa volta è rappresentata dalla maggior ricerca melodica rispetto al più ruvido e brutale “Vermis”. La melodia è componente fondamentale dell’essenza delle canzoni, non compare semplicemente qua e là ogni tanto. E’ un po’ lo stesso discorso che viene fatto in questa pregevolissima recensione riguardo al paragone fra Testament e Metallica nell’approccio all’ormai arcaico thrash metal dei bei tempi andati. In ogni caso comunque possiamo affermare che gli Ulcerate praticano ciò che predicano e lo fanno alla grande.

Disco death metal dell’ormai passato anno senza alcun dubbio.

PS: In questa recensione non ho scritto nemmeno una volta la parola marcio, l’era del post-death è infine giunta!

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Riassunto del Bot

Shrines of Paralysis di Ulcerate è un album denso e complesso, che spinge oltre i confini del death metal tradizionale verso un post-death metal oscuro e atmosferico. Il trio neozelandese unisce tecnicismi brutali a una forte ricerca melodica, offrendo un'esperienza sonora impegnativa ma gratificante. L'album richiede un ascoltatore temerario disposto ad immergersi nelle sue intricate dissonanze per scoprirne bellezza e dettagli nascosti. Un lavoro significativo che conferma la capacità della band di innovare nel loro genere.

Tracce

01   Abrogation (00:00)

02   Yield To Naught (00:00)

03   There Are No Saviours (00:00)

04   Shrines Of Paralysis (00:00)

05   Bow To Spite (00:00)

06   Chasm Of Fire (00:00)

07   Extinguished Light (00:00)

08   End The Hope (00:00)

Ulcerate

Ulcerate è un trio death metal di Auckland (Nuova Zelanda) formato nel 2000, noto per uno stile dissonante, tecnico e atmosferico. La formazione stabile comprende Jamie Saint Merat (batteria), Paul Kelland (basso/voce) e Michael Hoggard (chitarra). Tra gli album più acclamati figurano Everything Is Fire, The Destroyers of All, Vermis, Shrines of Paralysis e Stare Into Death And Be Still.
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