Copertina di Underoath Lost In The Sound Of Separation
ludopucci

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Per appassionati di rock alternativo, fan delle emo band, seguaci della musica alternativa e chi cerca innovazione nel genere metal
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LA RECENSIONE

UNDEROATH - "LOST / IN / THE / SOUND / OF / SEPARATION"

(Tooth & Nail Records/Solid State Records), 2008

Oramai lo sappiamo tutti, questo è l'anno della crisi. Così dicono.

La musica non è da meno. Se è vero che ci siamo tolti di mezzo tutta l'indie-yee-yee inglese,  ci siamo allo stesso tempo accorti che il resto del vaso era vuoto. Infatti, la solita buona America, in questo anno oramai passato, non ci ha offerto un bel niente di interessante. Per molto siamo restati in balia del nulla. Poi ecco i redivivi Underoath.

Sembrava infatti, stessero per sciogliersi dopo il folgorante "Define the great Line", invece no!. Anzi ci consegnano un disco "faraonico" e "disarmante" carico di sonorità nuove e stimolanti dove le due voci sono per tutta la durata in una sincronia perfetta. Con questo lavoro, questi ragazzi si confermano quale unica band Made in Usa con le cosiddette pa**e. L'unica; purtroppo; vera rock band (nel senso più generale del termine) ancora in piedi.

Il primo brano è "Breathing in a New Mentality" e ci ricorda con chi abbiamo a che fare. In "Anyone Can Dig a Hole But It Takes a Real Man to Call It Home" troviamo incursioni melodiche raffinatissime, che non attenuano per niente la forza devastante del brano. Anzi lo bilanciano, trasformandolo in una perla brillantissima. Il successivo "A Fault Line, A Fault of Mine",  etereo ed ipnotico è un possibile singolo. "The Only Survivor Was Miraculously Unharmed", è pura affascinate sperimentazione. "Desperate Times Desperate Measures", il primo singolo è il riassunto di quella riaccesa speranza di cui parlavo all'inizio. Brano perfetto, l'intreccio vocale tra A.Gillespie e S. Chamberlain è impeccabile ed il relativo video superlativo. 

"Too Bright to See Too Loud to Hear" è la sorpresa, più grande, che manda a casa il 99 % delle emo-bands. Inizialmente ricorda le atmosfere care ai migliori A perfect circle e un certo cantato vicino ai Mars Volta, però che pezzo. E' una grandissima dimostrazione di coraggio e di ricerca, che molti altre band hanno perduto.

Il più bel disco del 2008

Unico rammarico - peccato che in italia non è stata pubblicata la versione deluxe con DVD.

Complimenti ed applausi

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album Lost In The Sound Of Separation degli Underoath come un ritorno trionfale dopo la crisi musicale del 2008. Il disco mostra sonorità nuove e coraggiose, con un perfetto intreccio vocale tra i due cantanti e una forte sperimentazione. È considerato il miglior disco dell'anno, simbolo di energia e autenticità nel rock americano.

Tracce video

01   Breathing in a New Mentality (02:37)

02   Anyone Can Dig a Hole but It Takes a Real Man to Call It Home (03:16)

03   A Fault Line, a Fault of Mine (03:21)

04   Emergency Broadcast... The End Is Near (05:44)

05   The Only Survivor Was Miraculously Unharmed (03:08)

06   We Are the Involuntary (04:09)

07   The Created Void (04:02)

08   Coming Down Is Calming Down (03:15)

09   Desperate Times, Desperate Measures (03:27)

10   Too Bright to See, Too Loud to Hear (04:30)

11   Desolate Earth... The End Is Here (04:07)

Underoath

Underoath è una band metalcore statunitense formata nel 1997 a Tampa, Florida. Nota per l’alternanza tra gli scream di Spencer Chamberlain e le parti melodiche del batterista/cantante Aaron Gillespie, ha pubblicato album chiave come They’re Only Chasing Safety (2004) e Define the Great Line (2006), proseguendo con Lost in the Sound of Separation (2008) e Ø (Disambiguation) (2010).
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