Copertina di Unwound New Plastic Ideas
kloo

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, amanti del rock anni ’90, fan di post-hardcore e noise rock, collezionisti di album cult
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LA RECENSIONE

Ci si scervella fino ad arrivare ad una inverosimile soluzione, la quale non è in maniera categorica quella corretta.
La paura degli anni novanta, a posteriori, risulta sterco fertile per TUTTE le direzioni musicali, tutt'ora esistenti. I novanta sono per molti (tutti?) di noi la pietra angolare e tombale del chitarrismo rock e dei suoi derivati, la quintessenza dell'opaca e scintillante virtualità degli anni ottanta.
Possiamo star qua seduti con in mano un bicchere di Pimm's e Ginger Ale e dei popcorn al caramello e glorificare il grunge o l'hardcore melodico, il post-hardcore od il post-rock, oppure stra-addolcirci (come la combinazione che sto ingurgitando) tra brit-pop, shoegaze e baggy; io dubito e alla fine converrete con me.

Nella prima metà degli anni novanta, il mondo si era concentrato sull'alternative rock di matrice noise rock ed hardcore punk, assaporando i valori del post-hardcore senza svilupparsi eccessivamente verso quel post-rock che da poco si era avvicinato alla Touch & Go (ilare). Da questa polvere stellare sono usciti come meteore invisibili gli Unwound. Strano parlarne visto che la band di Trosper proveniva da Tumwater nello stato di Washington a pochissimi chilometri da Seattle, e nei loro lavori non era una bestemmia pronunziare la parola: grunge, eppure è rimasta ai margini della storia; persino gli Smashing Pumpkins erano etichettati nel genere. pure i Bush. Ed i Radiohead. L'ingiustizia e le ingiurie.

Così dopo l assimilazione dell'hardcore punk degli Slint, gli Unwound ne prendono le redini e lo evolvono verso un noise rock a cavallo tra l'esperienza viscosa dei Sonic Youth e il gracidio tellurico dei Jesus Lizard, risucchiando e rendondo proprie le aspirazione artsy del post-punk americano (Misson Of Burma) e inglese (Gang Of Four), affiancando nel processo (nel mio immaginario) i Fugazi e superando di gran lungo i più indie, Polvo; un post-tutto, così multiforma, che non ha più avuto eguali.

New Plastic Ideas non è il più bel disco, non è il peggior, non è il più coinvolgente od emozionante, solo perché tutti i dischi degli Unwound sono un'apice per le carriere di tutte le band che intraprendono un percorso hardcoroso. New Plastic Ideas riesce ad equilibrare la schizofrenia che vive perennemente in questa band: What Was Found è uno sporchissimo e violento hardcore punk che raddoppia d'intensità con esplosioni improvvise, Hexezsene recupera il post-hardcore dei Rites Of Spring e Squirrel Bait e lo minimizza alla contemporanea ondata di emo-band dandole un'invidiabile intensità, All Souls Day è uno dei pezzi migliori di At Action Park degli Shellac uscito 7 mesi più tardi; ma il punto massimo resta e resterà per l'eternità la strumentale Abstraktions, una poderosa mini-suite tra Slint (e Rodan) e lo slowcore crudo dei Codeine.

Successivamente, gli Unwound, avrebbero concluso la loro storia musicale con Leaves Turn Inside You del 2001, un manule perfetto del punker diventato progger, e lasciando un'eredtà che ancora nessuno ha davvero preso in mano, ed io sarò ancora qui seduto, scheletrico e polveroso, se conosco davvero questo mondo.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza New Plastic Ideas degli Unwound come un capolavoro sottovalutato del noise rock e post-hardcore anni '90. L'album equilibra intensità hardcore e sperimentazioni post-punk, consacrando la band come un punto di riferimento ancora oggi irraggiungibile. Non il migliore né il più emozionante, ma fondamentale per capire la scena alternativa di quegli anni.

Tracce video

01   Entirely Different Matters (02:04)

02   What Was Wound (02:28)

03   Envelope (03:20)

04   Hexenzsene (04:34)

05   Abstraktions (07:11)

06   All Souls Day (03:12)

07   Usual Dosage (05:14)

08   Arboretum (05:00)

09   Fiction Friction (06:36)

Unwound

Unwound sono una band post-hardcore/noise rock formata all’inizio degli anni ’90 nell’area di Tumwater/Olympia (Washington). Nucleo storico: Justin Trosper (voce/chitarra), Vern Rumsey (basso) e Sara Lund (batteria). Pubblicano per Kill Rock Stars album chiave come Fake Train (1993), New Plastic Ideas (1994), Repetition (1996), Challenge for a Civilized Society (1998) e il doppio Leaves Turn Inside You (2001). Sciolti nel 2002, tornano dal 2023.
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