Copertina di Vampire Rodents Lullaby Land
floyd

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Per appassionati di musica sperimentale, fan dell'avant-garde, ascoltatori interessati a sonorità alternative e psichedeliche
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LA RECENSIONE

Rumori metallici, pulsazioni viscerali, frammenti d’avanguardia, assolutamente liberi da ogni costrizione o sequenza logica. E poi visioni lisergiche, intuizioni immediate. Cioè, i Vampire Rodents. Questi sconosciuti.

Il progetto nasce nello scorso decennio, ad opera di emeriti sconosciuti: Anton Rathausen / Daniel Vahnke e soci tentano di dare vita ad una musica folle e svitata, che non si può quasi classificare precisamente, tanto che è ermetica. Di qualsiasi genere musicale si parla, coi VR si fa sempre (o quasi) centro (un ringraziamento a quel Pretazzo); che manchino sul DeB, è una lacuna che va colmata.
Ma dicevamo. La "terra delle nenie" in questione è un collage non-sense, caotico e visionario, psichedelico e distorto, fantastico e surreale. Generi musicali ? Eliminati. Cioè, amalgamati così bene da risultare indistinguibili. Strumentazione ? Dal sitar ai violini, dal sax al pianoforte, dal synth alle percussioni. Voce? Tre. Che si alternano. Ritmi ? Mai statici, in continua evoluzione. Un battito estremo, in sintonia con uno sferragliare spigoloso e dannato (Trilobite). Lamenti metallici e privi di vita (Catacomb), deliri estremi e massicci (Crib Death). Poi intermezzi tremolanti, balbuzienti quasi, senza ragione d’essere (Tremulous), e immagini di mostriciattoli, creature fantastiche coinvolti nei loro vocalizzi concitati (Bosch Erotique). Se "Lullaby Land" distorce la realtà, visione malata di un folle in pieno trip lisergico, "Awaken" ci precipita in mezzo a temporali, tuoni e zombie. Il sitar di Raga Rodentia evoca un motivo orientaleggiante e principesco, di terre lontane.

Un avvertimento. Che si è quasi vicini alla fine. L’energia defluisce lentamente (Passage), segno che si è compiuto un misterioso viaggio in una terra allucinata. Basta così. Lo sgorbio in copertina scruta con occhio storto e inquietante. I VR fanno dello sperimentalismo un punto di forza. Mai fermi, nel tentativo di risultare sempre originali. E ci riescono.

Chi non ama la follia in musica, si tenga ben lontano da roba simile. Che è mille anni avanti.
"That’s Lullaby Land.. Lullaby Land.."

 

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Riassunto del Bot

Lullaby Land dei Vampire Rodents è un album sperimentale e visionario che sfida ogni genere musicale tradizionale. Con un approccio eclettico e caotico, mischia suoni metallici, pulsazioni intense e strumenti inconsueti in composizioni psichedeliche e surreali. L'ascolto è un viaggio attraverso mondi sonori distorti e innovativi, caratterizzati da cambiamenti ritmici continui e atmosfere lisergiche. Un’opera per chi cerca musica fuori dagli schemi e originale.

Tracce video

01   Trilobite (04:45)

02   Catacomb (04:05)

03   Crib Death (04:23)

04   Dogchild (03:26)

05   Gargoyles (03:54)

06   Grace (04:34)

07   Tremulous (00:55)

08   Glow Worm (02:25)

09   Lullaby Land (03:06)

10   Dervish (03:57)

11   Scavenger (05:08)

12   Exuviate (05:13)

13   Akrotiri (04:13)

14   Toten Faschist (02:27)

15   Nosedive (03:09)

16   Bosch Erotique (02:19)

17   Hubba Hubba (01:48)

18   Cartouche (01:55)

19   Awaken (01:46)

20   Raga Rodentia (05:45)

21   Passage (03:39)

Vampire Rodents

Vampire Rodents è un progetto industrial-sperimentale guidato da Daniel Vahnke (alias Anton Rathausen), con Victor Wulf tra i membri fondatori. Attivo soprattutto nei primi anni ’90, è noto per collage orchestrali, campionamenti radicali e ritmiche da drum machine, con frequenti ospiti e intrecci tra industrial, avanguardia ed elettronica. Dopo i classici anni ’90, il nome è riemerso con nuove uscite alla fine degli anni 2010.
04 Recensioni

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Di  Armand

 Queste sono le "ninnananne" giuste per destarsi da ipnotizzazioni gaglioffe che ci strappano all’immediato.

 Ricordate, chiunque dica la verità uccide le fantasie, per questo è odiato. Ma per questo è da me senza sosta lodato.