Vic Godard & The Subway Sect
A retrospective (1977-81)

()

Voto:

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Provate a immaginare, se ci riuscite.

Un gruppo capace di coniugare l'urgenza comunicativa del primo punk inglese con l'energia mutuata dal rock'n'roll delle origini, diciamo dunque Buzzcocks o Adverts con i Clash di London Calling. Di mettere assieme il torrido beat di ascendenza mod con una ricercatezza pop non priva di sfaccettature quasi-glam, diciamo dunque i primissimi Jam con i Magazine, figli illegittimi dei Roxy Music sotto anfetamine. Di cavalcare la tigre dell'irruenza espressiva facendola evolvere in una forma-canzone pop ricercata e col dono del ben dell'intelletto, cimento che in quegli anni riusciva così bene in madrepatria solo agli XTC del genietto Andy Partridge e di là dall'Oceano, poco prima e sotto la supervisione di John Cale, ai Modern Lovers di messer Jonathan Richman.

Ora, se un gruppo così fosse davvero esistito, quali tracce potremmo rinvenirne nel Grande Libro della Musica circa-settantasettina? Minimo un capitolo fondamentale, vero? Falso, se foste parecchio fortunati ne leggerete per un paragrafo massimo due, ma è più realistico pensare che lo rinverrete soltanto in una piccola noterella a piè di pagina. E soltanto qualche vecchio reduce di quei giorni, sentendo pronunciare il nome dei Subway Sect e del loro luogotenente bristoliano Vic Napper, in arte Godard - colto e citazionista, l'amico... -, si illuminerà d'immenso con occhi ridenti di felicità al ricordo di una stella cadente ma nonostante tutto tra le più brillanti dell'Orsa Minore punk. Facciamo giustizia?

Eppure l'inizio mica era stato di basso profilo. Londra 1976, il "giro" giusto, quello di McLaren per intenderci, un nome che spesso e volentieri spicca in cartellone al 100 Club di Oxford Street insieme a quello di Sex Pistols, di una Suzie-non ancora-Siouxsie e dei Clash. Con questi ultimi, poi, l'anno seguente si va pure a scorrazzare insieme per il Regno Unito, in quella bazzecola di happening denominato White Riot Tour. Tutto ciò, nonostante un'immagine pubblica che definire "ordinaria" fa sì che, rimanendo nell'ambito, gente come i Wire possano essere considerati in loro confronto alla stregua dei Kiss. I vostri impiegati dell'anagrafe preferiti. O, meglio, i vostri postini, giacché quella fu l'attività che procurò al nostro Victor il pane quotidiano poco dopo la metà degli anni Ottanta. Proprio per questo, diciamola tutta: come e forse più che per molti altri di quella nidiata, per Vic e compagnia il punk fu fin da subito lo "scenario", la "situazione", contesto in cui calare le molteplici sfaccettature del loro spettro. Andare oltre, e rapidamente, questa la parola d'ordine. Un singolo via l'altro. Nel mezzo, la solita vicenda - questa sì, moooolto punk - di scazzi, album "perduti", rotture, incomprensioni e incomprensibili svolte.

Siccome quello che doveva essere il primo album misteriosamente scomparve alle viste per trent'anni venendo pubblicato alla fine per terzo, che il secondo è in realtà il primo, ma è poco più che una raccogliticcia collezione di brani assemblati da un gruppo che di fatto già non esiste più, ecco perché l'apparizione ad inizio 1985 di questa retrospettiva del meglio del loro meglio fu accolta da chi scrive come manna dal cielo.

Partenza al fulmicotone. "Nobody's Scared" e "Don't Split It" sono i Ramones che attraversano l'Atlantico non per aiutare i Pistols a diffondere il nuovo Verbo, ma per far conoscere ai giovani inglesi con la cresta le canzoni del primo, leggendario album dei Modern Lovers, suonandole però come le suonerebbero gli Stranglers di "Rattus Norvegicus". Oppure, sia infilando sghembe e ruvide cantilene come "Parallel Lines", sia adrenaliniche e abrasive cavalcate come "Double Negative", paiono mettere in guardia l'ignaro ascoltatore che con loro "It's NOT only punk'n'roll, but I like it". Sempre scettici? E allora giù con "Ambition", polluzione pop-punk dal ritmo danzereccio, accompagnata da tastierina lasciva e dal cantato mai così glam di Godard, utile per comprendere il perché Bowie e Bryan Ferry vadano considerati padri putativi di molto di ciò che avvenne dopo il ‘77. Oppure, "Stool Pidgeon", solluchero pop al calor bianco che Pete Shelley ha sempre e solo potuto sognare per i suoi Buzzcocks.

Certo, se si va in tour coi Clash non si può non avere nel proprio carnet innodie punk del calibro di "Chain Smoking", in grado di sfidare sul loro medesimo terreno Strummer & Jones. Ma allo stesso tempo, alla maniera dei Dr. Feelgood, si vuole provare ad essere baldi eroi pub-rock per il sottoproletariato britannico dal gomito alto, facendosi accompagnare nientemeno che da un piano boogie in "Rock And Roll Even". Poi, fallisci tu che fallisco io, le ustioni di quei primi, formidabili anni vengono curate dalla emolliente smania di un leader che prova a lasciarsi dietro i seggiolini sporchi e maleodoranti della metropolitana dei sobborghi in cambio di quelli comodi e vellutati dei teatri a la page. Quello del commiato da un gruppo oramai fantasma sarà dunque un Godard che aspira a fare il crooner, come capiterà anche ad altri eroi collaterali di quella gloriosa stagione quali Kevin Rowland o Edwyn Collins. E se l'anello di congiunzione tra passato e futuro risplende ancora fulgido in una "Watching The Devil" che blueseggia rockeggiando come ai Violent Femmes non riuscì mai, "Spring Is Grey", con il suo melò alla Pulp, e "Stop That Girl", con coretti e contrappunti di fisarmonica (!) certificano definitivamente che, come dicevano spesso i nostri vecchi, "si nasce incendiari e si muore pompieri".

Ma, non so voi, quando il materiale è davvero infiammabile ed il fuoco sa essere sul serio di quelli indimenticabili, sarà sempre assai divertente poterci ogni tanto scherzare assieme. Anche se fatuo.

Questa DeRecensione di A retrospective (1977-81) è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/vic-godard-and-the-subway-sect/a-retrospective-1977-81/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Venti)

popoloitaliano
Opera: | Recensione: |
Il punk diventato crooner mi ha sempre affascinato. Anche la sua storia dimostra che il punk non è un genere ma un atteggiamento (vedi Clash, Wire e perfino XTC e Police). Tuo racconto esemplare
BËL (00)
BRÜ (00)

blechtrommel
blechtrommel Divèrs
Opera: | Recensione: |
Ah ma ci sei allora! Ben scritta, bravo. Si. Ecco. Prot!
BËL (00)
BRÜ (00)

kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Opera: | Recensione: |
vi amo quando inserite tutti quei link :)
BËL (00)
BRÜ (00)

Tarpit
Opera: | Recensione: |
Non c'è che dire, pagina perfetta. Della raccolta, che, ahimè, non possiedo, lessi forse qualcosa su uno di quei testi sul '77, ma solo ora, grazie a questi meravigliosi riferimenti, sono invogliato all'acquisto. Attento - dico al recensore - che, vista la "mole" dei Gruppi che hai citato, se questa raccolta è una ciofeca, sarai denunciato all'Inquisizione per blasfemie. :)
BËL (00)
BRÜ (00)

Tarpit
Opera: | Recensione: |
Ma, a proposito di queste metamorfosi Punk, si può pure citare l'ex-Santo Chris Bailey?
BËL (00)
BRÜ (00)

fosca
Opera: | Recensione: |
DELETERIORIVOLI
Opera: | Recensione: |
che vuol dire ignes fatui
BËL (00)
BRÜ (00)

Core-a-core
Opera: | Recensione: |
La recensione è molto bella ma io c'entro poco con questa musica dato che mi distrae. Si può dire?
BËL (00)
BRÜ (00)

vortex
Opera: | Recensione: |
Bravo bravo, anche se mi è venuto un mezzo nodo in gola. Subway Sect, Eddie and the Hot Rods, Slaughter and the Dogs, Modern Lovers e tanti altri, quel sottobosco che, come hai fatto notare, non era del tutto e solo punk. Ma si, pub rock, punk, mettiamoci anche qualche gruppo che porti un po' di mod sound: il risultato ha quell'odore a metà fra il motore della mia vespetta fumante e il cuoio del giubbottone che mi faceva scudo e compagnia. E sappiamo quanto siano evocativi e potenti gli odori.
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman
Opera: | Recensione: |
ben (ri)trovati, grazie per essere passati @popolo provare a spiegare il punk come atteggiamento è un pò una trentennale mia piccola ossessione, fa piacere trovare consensi @tarpit certo che possiamo citare Chris Bailey (e pure il suo vecchio sodale Ed Kuepper, uno strano q.b.), per quanto riguarda la Denuncia all'Inquisizione, spero che i link bastino per dare una vaga idea di quel che costoro facevano...ah, poi ti dovevo sempre portare i ringraziamenti del mio carissimo amico PeteMaravich per l'apprezzamento alla sua rece dei Flamin' Groovies...:))) @vortex viva gli odori, anche se i miei provenivano da uno scasciatissimo Garelli a tre marcie scarburato a forza di misture tra miscela e benzina agricola. Avessi mai avuto la vespa, con doppi specchietti of course, mi sa che sarei finito a menarmi giornalmente con quei fighetti degli Statuto (che erano pure granata...)
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman
Opera: | Recensione: |
ah dimenticavo...un bacio alle signore
BËL (00)
BRÜ (00)

donjunio
Opera: | Recensione: |
Bravo Marco, recensione con lo stesso piglio mostrato da Captain Jack ieri notte: e dopo la scomparsa dell'uomo di Memphis leggerti è la miglior terapia possibile. Dovrò recuperare anche questo.
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman
Opera: | Recensione: |
caro J., perfidiello anzichennò il riferimento a Captain Jack:) ma ti ricordo che anche i Bobcazzi sono "miei", perciò sconfitta dolceamara...amarissimamente tremenda invece la notizia da Memphis, da oggi siamo un pò più soli, addio Grande Stella.
BËL (00)
BRÜ (00)

odradek
Opera: | Recensione: |
Zeppa di rimandi e connessioni, enciclopedica e scorrevole, riesumazione corroborante. Del Vic l'aspetto che ricordo meglio, tra quelli descritti, è la "ricercatezza pop non priva di sfaccettature quasi-glam" anche se non ho più, mi sembra, nessun reperto vinilitico dellla sua opera. Per tornare a commenti postati altrove credo di ricordare piacesse anche al Campo, il Godard. Hai pure nominato il 100 Club di Oxford Street e mi hai fatto tornare in mente che ci sono stato, con un po' di ritardo sulla sua età dell'oro, nel 1981 o giù di lì, e quella sera c'era un gruppo che annoverava anche pezzi dei Rip Rig + Panic. E me ne ero pure scordato... ulteriore prova della ormai avanzata debacle del mio sistema neurovegetativo e delle ampie falle della mia memoria colabrodo. Mi perdoni?
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman
Opera: | Recensione: |
a chi entrava gratis alle Night for Heroes e si faceva registrare nastri dall'Albert Field, non posso che porgere reverente omaggio genuflettendomi ai Suoi piedi e baciandoGli l'anello del Pescatore...ricordo che proprio Campo non so più come e quando (Rockerilla? Rumore? Planet Rock? come vedi, anch'io ho le mie belle defaillances alle sinapsi) raccontava di avere visto nell'estate dell'81 i Birthday Party a Londra (mi pare al Venue...), niente niente c'era mezza Torino lassù per concerti? E invece io, imberbe ed indifeso sedicenne, a tentare di propagandare i Clash nell'Alto Monferrato, potendomelo solo sognare il 100 Club...:)
BËL (00)
BRÜ (00)

odradek
Opera: | Recensione: |
:)) Minkia (scusa il francesismo) addirittura l'anello papale! Resti pure ben saldo e ritto, giovane compare, che è solo questione di età, quindi ora di vecchiaia, e di coincidenze (Torino è così piccola)geografiche. Io, comunque, a differenza di Alberto, ero a Londra per questioni più effimere e banali,(questioni bionde e anglon-partenopee) che per la musica. Però, come sai, una cosa tira l'altra...
BËL (00)
BRÜ (00)

De...Marga...
Opera: | Recensione: |
Ciao formidabile fratello maggiore; oggi voglio essere per l'ennesima volta ripetitivo: mi vuoi spiegare il motivo per cui hai smesso di pubblicare tuoi scritti? Per dare consistenza e corpo al mio pensiero cito il primo paragrafo, dopo la mezza riga introduttiva, dove ti superi fornendo una descrizione del suono del disco in questione in modo mirabile, a dir poco: leggendo ciò che scrivi è come se stessi ascoltando il disco, pur non conoscendolo nella maniera più assoluta. Da questo punto di vista ecco perché ti considero uno dei "colleghi" migliori; e sarà sempre un piacere infinito leggerti, confidando in un tuo ritorno...Ora ho un dovere nei tuoi confronti: correre ai ripari e cercare una documentazione dell'album. Alegar.
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman
Opera: | Recensione: |
buona caccia, DeM. E come diceva il saggio giovine Franci/Tarpit (ecco, quella era la gente - lui e tanti altri desaparecidos - che rendeva davvero bello sguazzare in questo stagno), visto il profluvio di connessioni utilizzate per descrivere i Subway Sect, qualora ti risultassero una ciofeca, fai pure partire la denuncia.
BËL (00)
BRÜ (00)

IlConte
Opera: | Recensione: |
Potresti pure farmi leggere ... qualunque cosa...
BËL (00)
BRÜ (00)

lector
Opera: | Recensione: |
Incredibile che non abbiano avuto il successo che meritavano
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: