Copertina di Wongraven Fjelltronen
MosMaiorum84

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Per appassionati di black metal, dark ambient, dungeon synth e chi cerca musica atmosferica e riflessiva.
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LA RECENSIONE

Per chi, come me, è arrivato al dungeon synth partendo dal rock, beh, la materia è piuttosto complessa. "Dungeon synth": che brutta parola, mamma mia. Sarà una suggestione mia, ma detesto questa etichetta perché mi rimanda a una concezione musicale che si colloca poco al di sopra dei sottofondi per reel di videogiochi a tema fantasy per nerd non molto svegli.

Chiamiamola dark ambient dai, oppure forza, diciamola la parolaccia: chiamiamolo black metal.

In effetti questo oscuro gioiello sorge da una delle menti più geniali che il panorama black metal abbia mai partorito: Satyr, dei Satyricon, che parallelamente alla sua band principale mise su (insieme a ospiti tutt'altro che di poco conto...) questo progetto quasi interamente strumentale. La musica dungeon synth non nasce accanto al black, bensì "nel" o "dal" black metal. È stato definito come "un sound delle intro nei dischi black, ma per un disco intero" e credo che questa definizione sia veramente azzeccata.

Quello che bisogna capire quando si mette "Fjelltronen" è che non è un disco che ti ascolti, così, sperando di esserne catturato. Non ci sono i riff zanzarosi black metal ipnotici, è veramente un disco d'atmosfera nel senso stretto del termine. Ma ecco: è questo il punto. Ascoltate questo disco mentre fate qualcos'altro, o semplicemente mentre vi riposate, saprà lui come trattarvi. Nel bel mezzo dell'ascolto un dettaglio, un rintocco lontano di percussioni o una melodia perfetta sapranno cogliervi. Questo nello specifico è un aspetto importante: "Fjelltronen" non è intransigente al punto da rifiutare del tutto la melodia; sa dove inserire tastiere ottime che rendano l'ascolto non troppo faticoso.

Poi, beh, chiaramente l'ascolto rimane faticoso, ma avete messo su un disco che ha in copertina un bosco con una capanna in bianco e nero con titolo in norvegese, cosa vi aspettavate?

Per quanto riguarda il sound a farla da padrone sono ovviamente le tastiere, trattate in modo da sapere quando essere un sottofondo e quando prendersi i propri spazi. Poche voci, sound tutt'altro che muscolari, tempi lenti che all'inizio potranno sembrarvi noiosi se vi focalizzate troppo sul cercare la melodia catchy a tutti i costi. Uno dei tocchi di classe, secondo me, sono i tamburi da guerra che ogni tanto rintoccano, si sentono, minacciosi, in lontananza. La produzione, in questo senso, è buona, cioè non lascia indietro i dettagli. È un disco bello da ascoltare e, insieme alle prime fatiche di Mortiis (a cui forse ritengo questo piccolo gioiello nero superiore) rappresenta uno dei vertici del dark ambient, dungeon synth, black d'atmosfera o che dir si voglia.

In definitiva credo che l'approccio migliore sia accostarsi a questo disco considerandolo una costola black, un esperimento che fuoriesce dalle stesse baracche da cui sono usciti "In the Nighside Eclipse", "Filosofem" (altro disco che sulla scena ambient ha avuto un impatto enorme) e - appunto - "Dark Medieval Times" e così via. Non ne sarete catturati subito, soprattutto perché pur essendone in cugino più vicino, se siete masticatori di Tsjuder e Nargaroth trovere una cosa assai diversa, ma se il vostro sforzo da ascoltatori sarà abbastanza forte allora coglierete la bellezza di questo disco.
E va', che ora che arriva l'estate almeno un po' di musica gelida dal nord può aiutare. Voto: 86/100.

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Riassunto del Bot

La recensione esamina 'Fjelltronen' dei Wongraven, progetto parallelo del leader dei Satyricon. Il disco si distingue per le sue atmosfere dark ambient e dungeon synth, nate dal black metal, e per una produzione ricca di dettagli sonori. L'autore consiglia un ascolto immersivo, sottolineando la capacità dell'album di sorprendere chi vi si approccia con pazienza. Il giudizio finale è positivo, lodando la profondità e la raffinata costruzione di atmosfere.

Tracce testi video

01   Det var en gang et menneske (16:33)

02   Over Ødemark (03:11)

03   Opp under fjellet toner en sang (01:24)

04   Tiden er en stenlagt grav (08:07)

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05   Fra Fjelltronen (03:21)

Wongraven

Wongraven è il progetto solista di Sigurd “Satyr” Wongraven (Satyricon): dark ambient/dungeon synth dai toni folk ed epici. In “Fjelltronen” compaiono Ihsahn (pianoforte e sintetizzatore) e Hans Sørensen (percussioni).
01 Recensioni

Altre recensioni

Di  DarKNight

 Un brevissimo momento di calma apparente che lascia chi lo ascolta o terribilmente annoiato o sedotto dalle visioni che riesce ad evocare.

 La prima traccia, Det Var En Gang Et Menneske, da sola vale metà del disco, con paesaggi sconfinati di tastiere e arpeggi acustici accompagnati da campane.